L’Italia ha sospeso “in linea con la coalizione” la missione di addestramento delle truppe irachene. È quanto apprende l’Adnkronos da fonti del ministero della Difesa. Si tratta, si specifica, di “una delle misure di sicurezza decise ieri”, dopo il raid a Baghdad nel quale è rimasto ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. La missione, “una volta stabilizzata la situazione, verrà ripresa quanto prima”, si spiega.

La sospensione della missione riguarda tutti i Paesi della coalizione anti Isis, secondo quanto annunciato da fonti militari tedesche, sottolineando che la decisione è stata presa dal comando della coalizione a guida Usa come misura precauzionale per proteggere i soldati dispiegati in Iraq nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve.

La sospensione dell’addestramento alle truppe irachene, specificano fonti della Difesa, non riguarda l’intera missione ma soltanto una delle attività della missione stessa.

Intanto il ministro degli esteri Di Maio ha commentato su Facebook gli ultimi eventi. “In quella regione la nostra priorità è e resta la lotta al sedicente Stato Islamico. Ci sono nostri militari che sono stati gravemente feriti o sono morti per combattere Daesh, in ogni sua forma. Uomini e donne in uniforme che rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Il nostro pensiero va al loro operato e alla loro incolumità”, ha scritto.

“Negli ultimi giorni come Italia abbiamo lanciato un forte appello al dialogo e alla responsabilità – ha detto –  invitando a mantenere aperti i canali con tutti gli interlocutori, evitando atti che possano avere gravi conseguenze. Ma se vogliamo essere davvero incisivi, l’Unione Europea deve saper parlare con una sola voce. Ed è per questo che ho apprezzato l’invito alla moderazione e alla de-escalation dell’alto rappresentante Ue, Josep Borrell”.

“L’uso della forza non ha mai portato da nessuna parte – ha concluso – Al contrario, ha sempre provocato ulteriore destabilizzazione ed effetti devastanti sia sul piano umanitario, sia su quello migratorio”.