Dopo giorni di restrizione può non essere semplice, per tutti noi, continuare a trovare le risorse interiori per affrontare questo periodo di isolamento e divieti, senza ancora un termine, una scadenza precisa, in quanto legata all’andamento di un contagio non facile da prevedere. Abbiamo chiesto alla dottoressa Anna Zanardi Cappon, membro dell’Associazione Europea di Psicoterapia, di fornirci alcuni consigli e suggerimenti su come affrontare queste inedita e difficile esperienza di perdita di libertà a vantaggio della sicurezza della comunità.

Una dimensione che cambia il nostro modo di percepire e interpretare la malattia, poiché per la prima volta, dinanzi alla minaccia di un’epidemia non siamo chiamati tanto a proteggere noi stessi, quanto gli altri, poiché la nostra sicurezza coincide con la salute di tutti e la forza del sistema. Questa è un’esperienza completamente nuova per l’umanità moderna, soprattutto per chi è nato in un’epoca in cui esiste un servizio sanitario nazionale. Di solito dinanzi ad una malattia le persone hanno paura per se stesse, oggi dinanzi ad un contagio come quello da Corona Virus, il primo malato da salvare è il nostro sistema sanitario oltre al nostro sistema economico.

Il Covid-19 è un virus che colpisce durissimamente alcune fasce della popolazione e dei nostri affetti: gli anziani, le persone più fragili, con patologie pregresse e in misura limitata, alcune persone normalmente sane. La crescita esponenziale dei numeri degli infetti deve essere contenuta dai comportamenti responsabili di tutti per garantirci la possibilità di accoglienza e cura, negli ospedali, in caso di un nostro contagio. Le risorse che il nostro paese sta mettendo in campo: donazioni economiche e sanitarie, riconversione di molte produzioni industriali per fornire presidi sanitari indispensabili, intuizioni scientifiche sulle cure e i dispositivi, costituiscono sforzi enormi che non devono essere vanificati da condotte sciocche e irresponsabili e ormai, gravemente contro la legge.

In una spirale senza fine, per tutelare la nostra vita dobbiamo rispettare prima di tutto regole che garantiscano la sicurezza collettiva, rispettare o meno il divieto di uscire di casa, se non per reali e ridotte necessità, ha conseguenze che superano quelle personali. “Proteggiti proteggendo”, è il primo comandamento contro il Coronavirus: ama il tuo prossimo come te stesso, stai in casa e aiuta anche gli altri a farlo. Diventa allora decisivo trovare le risorse, le motivazioni e i supporti per attenersi il più severamente e il più a lungo possibile alle regole imposte dalle istituzioni e dagli scienziati. E poiche in ogni crisi si cela una nuova opportunità, seguendo i consigli della psicoterapeuta Anna Zanardi Cappon, proviamo a scoprire come meglio affrontare l’esperienza di queste settimane anche in previsione del nostro “rientro nel mondo”.