Uno striscione per ricordare Luca, il ragazzino di 15 anni scomparso il 2 dicembre scorso in seguito a un malore. A ritrovarlo senza vita, all’interno dell’abitazione del quartiere napoletano di Soccavo, sono stati i genitori preoccupati dal mancato risveglio del giovane. Una volta entrati in stanza la tragica scoperta: Luca era deceduto probabilmente nel sonno. Sarà ora l’autopsia, disposta dalla Procura di Napoli e che verrà effettuata in queste ore al Secondo Policlinico di Napoli, a far luce sulle cause del decesso. Non è chiaro se il giovane avesse patologie pregresse. Al momento tutte le ipotesi, tra cui quella di una intossicazione alimentare in seguito a una cena con gli amici di classe in un ristorante giapponese, non trovano riscontro.

Intanto sabato sera, 4 dicembre, in occasione della gara tra Napoli e Atalanta, i tifosi della curva A hanno voluto ricordare il giovane 15enne, appassionato di calcio e scacchi e alunno brillante a scuola, con uno striscione (“Ciao piccolo Luca“) da esporre all’interno della gradinata. “Ma la Digos e gli organi preposti alla sicurezza dell’impianto – chiariscono gli ultras – non hanno permesso di far entrare lo striscione” perché “troppo pericoloso”.

Eppure “Luca era un ragazzino perbene, non aveva grilli per la testa, amava il Napoli, studiava tanto e giocava a scacchi. Un malore improvviso ha stroncato la sua giovane vita e tutti i suoi progetti, un dolore insopportabile per i genitori e per il fratello”. Dopo il rifiuto della Digos, “i ragazzi della Curva A, accettato con delusione la decisione non si sono dati per vinti e si sono fatti fotografare così dopo la gara, in modo che il suo ricordo possa girare sui social, e noi lo mostriamo con fierezza”.

Intanto i funerali di Luca si svolgeranno nei prossimi giorni. Bisognerà prima dissequestrare la salma. Migliaia i commenti di vicinanza alla famiglia, alla mamma Rosaria e al papà Antonio, alla sorella e al fratello, entrambi più grandi di Luca. Dolore e sgomento nel quartiere napoletano che si stringe intorno al dramma che stanno vivendo i familiari.

Redazione