È morto dopo aver combattuto in segreto per anni contro un tumore. Virgil Abloh aveva 41 anni, era direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton, gruppo Lvmh e fondatore e amministratore delegato di Off-White, azienda d’abbigliamento di lusso italiana con sede a Milano. Abloh era considerato un talento: la sua nomina era stata storica, in quanto primo afroamericano a ricoprire quel ruolo centrale nella moda francese e nel lusso globale. È morto a causa di un angiosarcoma cardiaco. Era sposato con Shannon Abloh e aveva due figli, Lowe e Grey.

A rendere nota la tragedia la famiglia del 41enne, tramite l’account Instagram dello stesso stilista, imprenditore, architetto, deejay, appassionato designer industriale. “Virgil ha combattuto coraggiosamente una forma di cancro rara e aggressiva, l’angiosarcoma cardiaco. Ha scelto di sopportare la sua battaglia in privato sin dalla sua diagnosi nel 2019, sottoponendosi a numerosi trattamenti impegnativi, il tutto mentre guidava diverse istituzioni significative che abbracciano moda, arte e cultura. In tutto questo, la sua etica del lavoro, la curiosità infinita e l’ottimismo non hanno mai vacillato. Virgil è stato guidato dalla sua dedizione al suo mestiere e alla sua missione di aprire le porte agli altri e creare percorsi per una maggiore uguaglianza nell’arte e nel design. Vi ringraziamo tutti per il vostro amore e supporto e chiediamo privacy per il nostro dolore”.

Era nato nel 1980 a Rockford, Illinois, Stati Uniti. In una famiglia di origini ghanesi. Il 41enne aveva studiato all’Università del Wisconsin, si era laureato in Ingegneria Civile e aveva conosciuto Kanye West, il rapper e artista. I due sarebbero diventati amici. Prima di entrare nel mondo della moda internazionale aveva completato un master in Architettura all’Illinois Institute of Technology e aveva lavorato nella street fashion di Chicago. Le porte della moda internazionale si erano spalancate dopo uno stage presso Fendi nel 2009, proprio al fianco di Kanye West, con il quale avrebbe dato vita alla fondazione Off-White nel 2013.

“Tutto quello che faccio, lo faccio per il me stesso 17enne”, diceva Abloh. Si era aggiudicato una nomination ai Grammy per Best Recording Package per il lavoro fatto con Watch the Throne, l’album di Jay-Z e Kanye West, era il 2011. Dal 2018 Abloh era il direttore artistico della linea uomo di Louis Vuitton. E in un’intervista a Liberi Tutti de Il Corriere della Sera diceva: “È bellissimo, mi dà speranza. Ma anche le speranze non durano molto. Devi capire i segni. Il mio è stato vedere che un giorno i designer sarebbero venuti da tutto il mondo. Un po’ come un turista che incontra un purista. Il secondo dice al primo: ‘Vivo nella moda: non conosci questo? Non sai di chi è questa giacca? Ma dove vuoi andare?’. Il turista gli risponde: ‘Anche a me piace la moda e voglio entrarci, ma non mi abbattere solo perché non so’. Ecco, io mi sento al centro di questa conversazione”.

Per arrivare così in alto era diventato un purista, studiando tantissimo, e anche un turista, assorbendo da qualsiasi fonte, “che fossero lo skateboard, la moda, i graffiti, l’arte, i dj. Oggi sono ancora lo stesso affamato diciassettenne ottimista, che cerca ispirazioni ovunque. Non cercherò mai di essere superiore a quel ragazzo: è da lui che arriva la mia creatività”. La notizia della sua morte ha sconvolto il mondo della moda. “Siamo sotto choc – ha dichiarato il presidente di LVMH Bernard Arnault – Virgil non era solo un genio è un visionario ma era anche un uomo con una bella anima e di grande saggezza. La famiglia di LVMH si unisce a me in questo momento di grande dolore”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.