Eppure eravamo un’eccellenza. Non si sa dove, non si sa quando ma il presidente della regione Vincenzo De Luca è sempre stato convinto di questo: la sanità campana è un’eccellenza. E guai a dire il contrario, vi becchereste un bel vaffa. È successo questa mattina all’esterno della sede della fondazione Made in cloister, quando due contestatori hanno incrociato lo sguardo del governatore e senza mezze misure gli hanno detto: “Assassino, apri gli ospedali. La gente sta morendo per colpa tua”. Il governatore, che era già salito in auto, ha reagito mandando i due a quel paese e chiedendo alle forze dell’ordine presenti a piazza De Nicola di identificarli.

Un tentativo, quello di De Luca, di mettere a tacere due cittadini che stavano (giustamente) protestando per la malasanità campana. Altro che eccellenza. In due giorni ci sono stati due episodi drammatici. E a poco serve mandare a quel Paese chi li racconta e si indigna. All’ospedale Ruggi di Salerno dove un uomo di 68 anni è arrivato in pronto soccorso in codice rosso: ha aspettato otto ore. È morto. E su questa tragedia vuole vederci chiaro il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania. “Nella sanità di De Luca si conoscono drammi come quello accaduto la settimana scorsa. Un sessantottenne giunto all’ospedale Ruggi di Salerno con propria auto muore dopo otto ore mentre lo sottopongono ad una tac – ha detto Iannone – La famiglia ha il diritto di sapere cosa sia accaduto e pertanto rivolgerò una interrogazione al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per appurare, a prescindere dall’attività della magistratura, cosa è accaduto in quelle ore – fa sapere il senatore – Sono troppi i casi di malasanità e sono troppo spesso legati alle cattive condizioni organizzative in cui sono costretti a lavorare medici ed operatori sanitari in genere. Mentre il Governatore parla solo della costruzione del nuovo ospedale, in quello esistente si muore”.

Pochi giorni prima, sempre all’ospedale Ruggi di Salerno, una famiglia ha visto andare in pezzi la propria esistenza. La famiglia Perdifumo arriva in pronto soccorso perché il loro bimbo di appena cinque mesi era in preda a una crisi respiratoria. Il neonato viene ricoverato e dopo una serie di visite ed esami clinici dimesso. Passa appena un giorno e i genitori si accorgono che il bimbo non respira bene, di nuovo una crisi respiratoria e la corsa disperata a Battipaglia, all’ospedale Santa Maria delle Grazie dove il bambino morirà poco dopo. Una tragedia immane sulla quale farà luce la Procura dopo la denuncia dei genitori. Due drammi in due giorni, forse non è il caso di parlare di sanità eccellente e magari neppure di mandare a quel Paese chi si indigna.

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Giornalista napoletana, classe 1992. Affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.