Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi rilascia una lunga intervista al quotidiano Il Mattino alla vigilia della settimana del patto con il governo. “La firma ci sarà nei prossimi giorni, non abbiamo ancora la data precisa perché non riguarda solo Napoli ma anche le altre città che come noi hanno avuto accesso ai contributi del governo. Siamo in attesa della convocazione a Roma nel momento in cui si firma, lo scenario economico si stabilizzerà e ci consentirà una agibilità rispetto alla situazione finanziaria attuale. Si lavorerà con maggiore tranquillità. Certo non abbiamo risolto tutti i problemi di Napoli, servirà un po’ di tempo ancora”.

Preparato dall’assessore Baretta il dossier sulle garanzie di Palazzo San Giacomo a fronte del contributo da 1,3 miliardi di euro. Manfredi definisce la riscossione e il patrimonio i due grandi temi sul tavolo. La prima mossa di Palazzo San Giacomo sarà nella manutenzione ordinaria – strada e servizi sociali – e nel “contrasto alle povertà educativa e sociale, in primis per i fragili e i senza fissa dimora”. A Draghi Manfredi sottoporrà anche “una grande attenzione sull’uso delle risorse del Pnrr. È una occasione molto importante per fare investimenti che la città aspetta da anni, quando mi confronterò con Draghi so che avrà la stessa sensibilità”. Per la riscossione il Comune si affiderà probabilmente a un player nazionale.

Manfredi, titolare anche della delega alla cultura ha anticipato che “nel momento in cui avremo la disponibilità ci sarà un bando per poi sostenere un piano di attività teatrali, artistiche e musicali” sulla scia dei due milioni erogati dal ministro della Cultura Dario Franceschini per far riqualificare le periferie tramite arte e cultura. Il prossimo fine settimana entreranno in vigore le nuove regole della movida con orari di chiusura più stringenti.

Centrale resta il tema della rigenerazione urbana: “Napoli ha delle aree con una grande potenzialità di investimenti: in primo luogo Bagnoli, poi la ex Manifattura tabacchi e ancora l’allargamento del Centro direzionale per non parlare dell’area Nord. Dove c’è necessità di investimenti pubblici. A Milano tutto è stato fatto da investitori privati. Napoli deve riappropriarsi di questa capacità per dare risposte ai bisogni di case, dell’innovazione tecnologica: penso al grande distretto digitale di San Giovanni a Teduccio. E ancora Napoli non ha un palazzetto dello sport e nemmeno un centro congressi“.

Nessuna riflesso a livello locale delle tensioni nel Movimento 5 Stelle a livello nazionale. Manfredi non è preoccupato dalla spaccatura. Ne ha parlato con il Presidente della Camera Roberto Fico, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e con l’ex Presidente del Consiglio (nell’esecutivo bis Manfredi fu ministro all’Università) Giuseppe Conte, “sono convinto che sia lui il leader”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.