Ventisette pagine, trentuno articoli. Il nuovo accordo «per la promozione e l’attuazione di un sistema di sicurezza partecipata e integrata e per lo sviluppo della città di Napoli» è la sintesi di tutto quello che si sarebbe dovuto fare negli ultimi anni e non si è fatto e di quello che ci si ripromette adesso di fare. L’accordo, siglato ieri a Napoli dopo il tavolo in Prefettura alla presenza della ministra dell’interno Luciana Lamorgese, richiama tutti alle proprie responsabilità, governatore, sindaco, prefetto. Elenca anche i problemi della città: camorra, devianza minorile, evasione scolastica, trasporti pubblici, abusivismo, degrado, violenza, lavoro.

Praticamente, i problemi di sempre. Sullo sfondo, il solito quadro in chiaroscuro della città con associazioni, comitati civici, parrocchie, cittadini virtuosi a dare luce e la solita zona grigia a gettare ombre. A tutto questo vanno aggiunte scelte politiche e iniziative delle amministrazioni locali che non sempre ci sono state e quando ci sono state non sempre si sono rivelate efficaci. Di qui le criticità e l’esigenza di un nuovo protocollo per provare a farvi fronte, attuando modelli di semplificazione burocratica, partnership, progetti a favore delle fasce deboli, a sostegno del lavoro, dell’inclusione sociale, contro la violenza sulle donne, a tutela del patrimonio confiscato alle mafie e di quello abitativo. Obiettivi che renderebbero la città vivibile. Si spera.

Videosorveglianza
«Le telecamere di videosorveglianza a Napoli sono abbastanza ma solo il 75% delle telecamere funziona. È necessario che ci sia un monitoraggio, bisogna intervenire su quello che non va», ha sottolineato la ministra Lamorgese, mettendo il dito su una delle piaghe più dolorose, il flop della prevenzione. «Progetti del Comune non ce ne sono – ha aggiunto, rivolgendosi al sindaco Gaetano Manfredi -. È bene che vengano fatti in tempi rapidi». Il primo cittadino ha assicurato che il Comune «sta lavorando» ai progetti indicati dalla ministra. E sul nodo progetti e videosorveglianza è stato il presidente della Regione Vincenzo De Luca ad affondare un colpo all’ex sindaco Luigi de Magistris. «In passato la vecchia amministrazione ha avuto dei problemi di pagamento non solo rispetto alla videosorveglianza ma anche in altre questioni che riguardano la vita della città». «Abbiamo investito 3 milioni di euro per le videocamere in zona baretti a Chiaia e a Scampia, non vorremmo che accada quello che è successo con il vecchio sindaco: noi creiamo gli impianti e il Comune non pagava la bolletta di Enel». «Sono convinto che nei prossimi mesi questi problemi non ci saranno», è stata la risposta di Manfredi, evidenziando come il tema della videosorveglianza sia «di grande complessità perchè incrocia vari aspetti: la qualità delle camere che sono state realizzate negli anni con tecnologie diverse, la manutenzione e l’alimentazione. L’idea che abbiamo e su cui stiamo lavorando con la Questura e con il Dipartimento di pubblica sicurezza – ha aggiunto – è avere uno standard unico per garantire l’integrazione tra i sistemi affinché possano andare tutti verso la sala operativa in Questura., e con un piano di manutenzione a lungo termine. Chiaramente pagheremo anche le bollette della luce per l’alimentazione».

Privati
Il protocollo non esclude forme di partecipazione da parte dei privati, e nuove forme di partenariato in particolare anche nel campo culturale, sociale, artistico e storico.

Abusivismo
È una delle voci inserite nel protocollo con cui si prevede una sorta di censimento di tuti gli abusi, da quelli commerciali a quelli legati alla presenza quasi in ogni strada di parcheggiatori abusivi. Il Comune di Napoli, soprattutto in relazione al problema degli spazi pubblici occupati da parcheggiatori abusivi, si impegna ad attuare in tempi brevi un dettagliato censimento di aree e orari maggiormente interessati dal fenomeno e riferirne l’esito alla Prefettura. Quanto ad altri tipi di abusi si prevedono sinergie con Camera di Commercio e operatori del Terzo settore per favorire formazione e inclusione sociale.

Reati
Il trend è in aumento. «Nel 2019-2020 l’indice di criminalità nella Città metropolitana di Napoli aveva fatto registrare un -14,8% per ragioni legate al lockdown, nel 2020-2021 i reati sono aumentati del 10,9%», ha spiegato la ministra al termine del Comitato per la sicurezza a cui ha partecipato anche il capo della polizia Lamberto Giannini. «Per Napoli città – ha aggiunto Lamorgese – l’aumento nel periodo 2020-2021 è del 15,3%».

Assunzioni
«Il tema della proroga dei contratti per i vigili urbani è per noi molto delicato. Abbiamo la necessità di avere un rafforzamento in termini sia di personale che di dotazioni», ha affermato Manfredi. «Sebbene questo sia un problema di tutti i Comuni in difficoltà, qui c’è un forte sotto organico e l’età media è attorno ai 60 anni. Per controllare il territorio, che sappiamo essere complicato, servono – ha aggiunto – organizzazione, efficienza e un corpo di polizia municipale numericamente sufficiente, giovane e che abbia le dotazioni tecnologiche necessarie». Dicendosi «convinto che il ministro si farà interprete della nostra richiesta», il sindaco ha poi sottolineato la necessità di «uno sforzo a livello nazionale’».

Camorra
«Non si poteva non parlarne», ha commentato la ministra Lamorgese. «C’è una sostanziale egemonia di due cartelli e su questo c’è una grande opera, un impegno della magistratura insieme alle forze di polizia per cercare di fare il meglio e garantire sempre più legalità in questo territorio». Poi il riferimento alle mire malavitose sui fondi del Pnrr. «Consideriamo la preoccupazione che c’è sui fondi Pnrr, bisognerà assolutamente essere certi che finiscano nelle mani giuste». Di qui il progetto di una prevenzione amministrativa per contrastare possibili infiltrazioni mafiose.

Giovani
Non solo regole per la movida, sotto la voce giovani la vera sfida sarà quella per combattere la dispersione scolastica e il disagio che sfocia in povertà educativa e criminalità e devianze. Di qui una serie di impegni di Comune e Regione in primis per garantire scuole sicure e una maggior numero sul territorio di mense e palestre. E poi l’impegno della Prefettura di Napoli a monitorare progetti di inclusione sociale e l’impegno del Comune ad estendere in altri territori a rischio l’esempio del progetto Piter finanziato per il rione Sanità con 3 milioni di euro per 300 minori a rischio.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).