Atti di bullismo, comportamenti a rischio, criminalità minorile. Sono questi i mali che affliggono bambini e adolescenti soprattutto nei quartieri di periferia. In tutta Italia sono 30mila ogni anno le segnalazioni di minori denunciati per quelle che vengono comunemente definite “devianze”. Quali sono le cause? Degrado sociale e disagio economico delle famiglie sono i fattori principali, ma ci sono anche ragazzi a rischio che arrivano da famiglie senza problemi sociali o economici e in questi casi le cause delle devianze sono da ricercare nella tipologia dei rapporti, soprattutto familiari.

Secondo i più recenti dati di Eurostat, in Italia il 20,7% dei giovani non studia e non lavora. Una situazione grave che riguarda l’Italia più che altri Paesi d’Europa e a livello nazionale il Sud e la Campania più che altre aree del Paese. Degrado delle periferie, carenza di asili e scuole, disoccupazione sono tra le piaghe del nostro territorio. Se ne parla a livello nazionale, anche in vista dei progetti finanziati col Pnrr, e se ne deve parlare a livello locale perché a Napoli la nuova giunta dovrà inserire il degrado delle periferie e la povertà educativa fra le priorità. E per periferie non si intendono soltanto i quartieri al di fuori del centro urbano, ma anche quelli interni al centro della città, dal Pallonetto alla Sanità per fare qualche esempio. «Partire dai dati significa prima di tutto inquadrare il costo economico e sociale delle devianze giovanili», si legge nel report che l’impresa sociale “Con i bambini” e la Fondazione Openpolis hanno realizzato per analizzare i dati sulla povertà educativa e creare una banca dati che consenta l’analisi di questi fenomeni non solo a livello nazionale ma anche locale, con l’obiettivo di arrivare ad un’analisi approfondita anche su scala comunale o sub-comunale.

Si parte dalla povertà assoluta, una condizione che in Italia riguarda il 13,5% i minori. In Campania più dell’8% delle famiglie si trovano in condizioni di disagio economico, nell’area metropolitana di Napoli si arriva anche al 9,70% di famiglie e in ogni caso tutte le province campane superano la media nazionale in fatto di famiglie che vivono in condizioni di povertà. A fronte di questa condizione cosa offrono le nostre città? Poco. Gli asili nido non sono in numero sufficiente, i servizi per la prima infanzia devono essere potenziati, il 18,5% della popolazione tra i 18 e i 24 anni ha solo la licenza media in Campania e nella città metropolitana di Napoli il 22% dei giovani abbandona gli studi. Il disagio, infatti, finisce per alimentare l’abbandono scolastico ma è un gatto che si morde la coda se si pensa che lasciare la scuola prima del tempo può ridurre la possibilità di trovare un’occupazione. Le biblioteche, per esempio, sono un presidio educativo non solo per i minori ma per la popolazione tutta, adulti e bambini. Ebbene, in Italia in media ci sono 2,6 biblioteche ogni mille residenti, in Campania si scende a 1,8 ogni mille residenti. Nelle province di Napoli e Caserta si raggiunge il livello minimo: una ogni mille minori.

In aumento, invece, sono i numeri sulle devianze e la criminalità minorili. Ogni anno in Italia ci sono 30mila segnalazioni di minori denunciati per reati vari. Inoltre, 2 adolescenti su 10 subiscono comportamenti offensivi o violenti almeno una volta al mese o più, il 10,5% sono ragazzi che vivono in zone disagiate e sono stati vittime di bullismo, la percentuale scende all’8% tra chi vive in zone con meno disagio. In aumento l’uso di alcolici e droga: in Italia l’1,4% degli studenti delle superiori ha assunto sostanze senza conoscerne il contenuto e il 6,5% dei giovani tra 16 e 17 anni ha fatto binge drinking, ingerendo grandi quantità di alcol in poco tempo. I dati sono nazionali ma quelli campani sono perfettamente in linea con questo trend. Mentre nel confronto con l’Europa il nostro Paese è quello con il più alto tasso di giovani in condizioni di povertà educativa e disagio economico. Un gap insostenibile.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).