Il prefetto Marco Valentini scrive ai sindaci dell’area metropolitana di Napoli. Lo fa a pochi giorni dalla conclusione del suo mandato. Lascia Napoli dopo quasi due anni, sapendo di lasciare una città complessa, piena di contraddizioni. Una città in cui una grande vivacità culturale convive con una diffusa illegalità, con un tessuto economico e sociale fragile, con criticità mai risolte, con disfunzioni e sciatterie amministrative, e con la presenza radicata della camorra. Valentini, arrivato da Roma con una lunga e brillante carriera di uomo dello Stato, in questi due anni ha conosciuto i mille risvolti della città di Napoli e della sua vasta e altrettanto complessa area metropolitana.

Conosce anche quanto sia difficile governare un simile territorio e quanto sia difficile farlo se a livello locale le varie istituzioni non dialogano come dovrebbero. Sarà per questo che la sua lettera, indirizzata ai 92 sindaci dell’area metropolitana di Napoli, non è soltanto una lettera di saluti e di formali ringraziamenti, ma un monito per il futuro e un richiamo al senso istituzionale. «Sono sempre più convinto – scrive il prefetto Valentini – che, proprio sui territori, si giochi la parte più importante della modernizzazione della nostra Repubblica, nella direzione di migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini, e di sostenere, in momenti difficili come la pandemia che stiamo ancora affrontando, le condizioni di maggiore disagio». «Credo, d’altro canto – aggiunge -, che la prima responsabilità di coloro che rappresentano le istituzioni sul territorio sia di cooperare lealmente e dialogare nell’ambito delle rispettive funzioni per affrontare la complessità dei problemi con un impegno etico rigoroso, avvalendosi delle energie che si esprimono nella società e sollecitandone la partecipazione attiva».

Un passaggio centrale, questo richiamo al rigore. Valentini lascia Napoli in un momento particolare, perché ci sono ancora tante criticità legate alla presenza della criminalità organizzata e perché c’è fibrillazione politica in vista dell’elezione del nuovo sindaco. Sindaco che sarà anche presidente della Città metropolitana, assumendo quindi un ruolo cruciale negli equilibri e nelle iniziative delle istituzioni a livello locale. «Il nostro territorio – continua Valentini – è attraversato da numerose problematiche e spesso il lavoro dei sindaci è complesso e difficile, e tuttavia prezioso per la prossimità che riveste rispetto alle esigenze fondamentali dei cittadini». Valentini parla di «valore della coesione istituzionale» e del ruolo delle istituzioni come promotori e garanti della sicurezza e della legalità, «della libertà eguale e solidale, della cultura civile, della coesione sociale quale cultura della partecipazione e della democrazia».

Coesione è la sua parola chiave, un obiettivo che l’area metropolitana napoletana deve ancora raggiungere. Valentini conclude con un appello e un augurio alla città: «Sono certo che tali valori, insieme al prezioso lavoro dei sindaci, rappresentino la migliore garanzia per un’equilibrata gestione dei processi di trasformazione necessari a proiettare le comunità negli scenari degli anni a venire, che noi tutti abbiamo la responsabilità di immaginare e progettare, soprattutto per le speranze delle giovani generazioni».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).