Un ordigno rudimentale che ha provato un boato fortissimo. Tornano ad esplodere le bombe a Ponticelli, quartiere difficile di Napoli Est: una esplosione avvenuta nella tarda serata di martedì 28 settembre in via Luigi Piscettaro e che ha provocato il ferimento di due persone.

Si tratta di una donna e del figlio di 14 anni, rimasti lievemente feriti dalle schegge di vetro di una vetrata infranta dall’ordigno.

Una vicenda sulla quale indagano gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Ponticelli, intervenuti sul posto per i rilievi assieme al personale sanitario, che ha medicato sul posto i due feriti.

Le indagini per ora si concentrano sulla pista della camorra. All’interno del palazzo di via Piscettaro davanti al quale ieri sera si è verificata l’esplosione abita infatti un uomo ritenuto esponente del clan De Micco: sarebbe lui l’obiettivo dell’atto intimidatorio, mentre madre e figlio rimasti feriti non avrebbero alcun rapporto con il presunto esponente del clan.

Un pericolo denunciato dal ‘Comitato di liberazione dalla camorra‘, che sottolinea come “la battaglia per liberare Ponticelli dall’arroganza e protervia della camorra è lunga” e l’ordigno esploso ieri sera ne è “purtroppo l’ennesima conferma”.

Dal Comitato si dicono “preoccupati” perché “nella periferia Est di Napoli, le strade, i rioni e i cortili continuano ad essere campi di battaglia”. L’ultimo attentato dinamitardo, ricordano gli attivisti, “è avvenuto a 50 metri da dove sorge il monumento per le vittime innocenti dell’agguato del 11 novembre del 1989 quando una paranza di killer fece fuoco all’esterno del bar gelateria Sayonara“.

Quindi l’appello alle istituzioni e alle forze dell’ordine: “Oltre a mettere in sicurezza il territorio, si costruiscano vere e concrete opportunità per dare una alternativa di vita”.

“Strage sfiorata a Ponticelli, dove una donna e suo figlio di 14 anni sono rimasti feriti (per fortuna in modo non grave) a causa di un ordigno esploso nei pressi della casa di un camorrista. Occorre tenere alta la guardia contro la criminalità organizzata, e non spegnere mai i fari su quartieri in guerra, e in cui si continua a registrare la sfacciata arroganza della malavita. Per garantire la sicurezza e far sentire la presenza dello Stato in zone di Napoli che le amministrazioni degli ultimi trent’anni hanno letteralmente dimenticato, bisogna agire con i fatti e non con le comparsate ad effetto né con i riflettori accesi soltanto quando si verifica l’ennesimo episodio criminale”. Lo ha dichiarato Severino Nappi, consigliere regionale e coordinatore cittadino della Lega a Napoli.

“La bomba di ieri sera lanciata nel cortile dell’abitazione di uno dei capi della camorra di Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, quartieri della periferia Est di Napoli, rappresenta un vero e proprio atto di guerra tra i clan per il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni.
L’ordigno era diretto a Marco De Micco, uno dei capi dell’omonimo clan da poco scarcerato. Il clima in questi quartieri di Napoli è teso perché quello di ieri sera potrebbe scatenare, da un momento all’altro, la reazione nei confronti degli autori dell’attentato. In queste ore serve una presenza costante sul territorio delle forze dell’ordine e bisogna dar seguito alle richieste avanzate al prefetto dal comitato di liberazione dalla camorra: video sorveglianza e investimenti per combattere le diseguaglianze e la povertà”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.