“Lo sai che stiamo comprando Maradona? Non ci posso ancora credere”. E l’altro: “Ma chi è questo Maradona?”. È cominciata così la storia dell’inno forse più famoso della storia del Napoli e del suo mito el Pibe de Oro: Maradona è meglio e Pelé. L’ha raccontata il quotidiano Il Giornale. A comporre la canzone il musicista, e tifoso, Emilio Campassi e l’autore – anche per Bocelli, Ranieri, Cocciante, Morandi e Dalla – Bruno Lanza.

Non era ancora certo l’arrivo dell’argentino, in quell’estate del 1984, che i due comunque avevano già composto il tormentone. Partorito in una mezz’oretta e stampato subito in 35mila copie con due canzoni: Maradona è megl’e Pelé e Tango di Maradona, cover di una canzone argentina. Appena l’acquisto viene ufficializzato il 30 giugno, Campassi e Lanza mettono in giro la cassetta. Ma a mettersi davvero in moto è la macchina del falso.

“Sembra un’enormità, invece non è niente, sembra l’inizio della fortuna, invece è la fine – scrive il Giornale – La macchina del falso si mette in moto e stritola tutto, anticipa quello che sarà la tecnologia del Duemila, prendere senza pagare, fare i soldi con le idee degli altri. La canzone, facile, orecchiabile, divertente, è un successo spaventoso: due milioni di nastri pirata venduti, cifre che passano il miliardo di lire di incassi, ma non per Campassi e Lanza. Prendono le briciole di ciò che è loro, che non hanno soldi abbastanza per ristampare il loro prodotto, alla fine vincono le bancarelle dei tarocchi. Lanza racconta di aver guadagnato si e no tre milioni di lire e Campassi più o meno uguale. Eppure non c’era mercato dove non si sentissero risuonare le note di quella canzone”.

Maradona successivamente ingaggia Campassi per comporre una canzone per la figlia Dalma. E viene invitato alle feste del Napoli e anche a casa del Pibe. Dopo il primo scudetto gli viene l’idea di incidere un pezzo, La favola più bella, con le voci di tutti i calciatori azzurri. La Bbc arriva da Londra per intervistarlo e girare un docufilm su di lui. Tutto saltato dopo la vittoria dello scudetto da parte del Milan e poi con la partenza di Maradona. Il musicista morirà nel 1993. Lanza, neanche appassionato di calcio, non ha mai incontrato Maradona.