«Quel che allarma è che sembra si sia smarrito ormai qualunque senso del pudore e del rispetto prima di tutto dei propri sentimenti (che si sostiene essere stati autentici), poi della vita e della sfera intima di persone che, purtroppo, non ci sono più, non possono più esprimersi su episodi veri o presunti che siano e che, ne sono certa, avrebbero vissuto questa violazione del privato come un’offesa profonda». Così, in una lettera inviata da Maria Falcone al quotidiano La Sicilia, la sorella del magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992 è intervenuta sulle polemiche sollevate dal libro di Ilda Boccassini in cui la pm milanese racconta del suo flirt avuto con Giovanni Falcone nel periodo precedente la strage di Capaci.