Mario Draghi presidente del Consiglio europeo. Non è ancora accaduto, forse non accadrà mai, ma è la speranza ufficialmente resa nota dall’importante media Politico.eu. Il sito di informazione europeo, pubblicando un commento firmato Mujtaba Rahman, direttore della divisione europea del think tank Eurasia Group, si è sbilanciata sull’ex premier italiano. Il titolo dell’articolo è emblematico: “Draghi dovrebbe guidare il Consiglio europeo“. Nelle ultime settimane, l’ex presidente della Bce ha lanciato diversi moniti diretti alle istituzioni europee, specialmente in merito alla necessità di riforme per l’Ue. Interventi serviti per far sentire la propria voce e anche per posizionarsi in vista delle elezioni europee, e soprattutto di quanto avverrà dopo.

Mario Draghi presidente del Consiglio europeo, l’articolo

Nell’articolo Rahman spiega i punti a favore per Mario Draghi in una corsa alla presidenza del Consiglio Europeo. I nomi per i ‘top jobs’ in Europa dopo l’appuntamento elettorale di giugno cominciano a essere scandagliati. Se per quanto riguarda la Commissione europea, la candidatura di Ursula von der Leyen per il bis è forte, tanto che i giochi potrebbero essere già chiusi, per il sostituto di Charles Michel è ancora tutto in ballo. E Politico fa apertamente il nome di Draghi. Secondo il sito di informazione “è stato l’approccio “whatever it takes” del politico italiano a salvare l’eurozona. E i leader dell’Ue dovrebbero sfoderare lo stesso spirito per affrontare ancora una volta le sfide del blocco”.

Il ruolo di Draghi in Europa

L’altro nome forte che potrebbe diventare il prossimo presidente del Consiglio europeo è quello di Antonio Costa, ex premier del Portogallo. La guida della Commissione andrà all’area dei popolari, così i socialisti potrebbero avanzare pretese sul Consiglio. Da qui il nome del portoghese. Ma Draghi è un’opzione tenuta in considerazione. “Sia a Bruxelles che nelle capitali dell’Ue è ampiamente riconosciuto che ‘l’esperimento Michel’ è stato un fallimento. Questo ha portato a una crescente sensazione che il Consiglio sarebbe meglio guidato da un politico alla fine della sua carriera politica, uno che abbia una statura, una chiara identità europea e, secondo alti funzionari dell’Ue, “non sarà guidato dai titoli dei giornali“, spiega Politico. Secondo cui, “il profilo di Draghi sarebbe adatto a questo scopo e contribuirebbe a ristabilire l’equilibrio tra le due istituzioni più potenti dell’Ue”.

Il nodo principale per Draghi è quello dell’autonomia. Non essendo legato a nessuna famiglia europea in particolare ed essendo una figura molto autorevole, la sua azione potrebbe essere considerata troppo forte e pervasiva da parte di alcuni Paesi o leader nazionali. Nell’articolo, infatti, si legge: “Come ha detto un alto funzionario dell’Ue che ha chiesto di rimanere anonimo, Draghi controllerebbe l’agenda. Ma chi controllerebbe Draghi?“.

Redazione

Autore