Al lungo elenco dei misteri riguardanti la tragica morte di Massimo Bochicchio, il broker dei vip scomparso domenica scorsa in un incidente stradale sulla via Salaria a Roma, alla vigilia dell’udienza del processo per la truffa di cui erano stati vittime i suoi clienti famosi come Marcello Lippi, Antonio Conte o Patrice Evra, se ne aggiunge uno di un certo peso.

Bochicchio “sarebbe stato coinvolto in una vicenda dai profili fraudolenti nella quale avrebbe restituito solo il 40% di un investimento posto in essere per conto di G. B., soggetto vicino alla cosca mafiosa Santapaola”. Le parole sono contenute in una informativa scritta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, datata 1 settembre 2020, che riporta un accertamento che il Comando Generale aveva fatto nel 2016.

Il contenuto dell’informativa è riportato oggi da Corriere e Repubblica. Ma dalle indagini in corso della Procura di Roma l’associazione tra Bochicchio e la mafia non c’è.

Ma la situazione a casa Bochicchio, nel quartiere Trieste, era tesa. Dagli stralci emersi in un interrogatorio del 20 luglio 2021, citati da Repubblica, emerge che Bochicchio viveva in un clima di minacce. La moglie della vittima, Arianna Iacomelli, al telefono si mostrava preoccupata. E il giudice, durante l’interrogatorio, aveva chiesto al broker conto della circostanza: “In una conversazione, sua moglie, nel periodo in cui è stato all’estero, dopo la sentenza inglese, a settembre, ottobre, faceva riferimento a ‘gente brutta brutta’“, ricordava il magistrato Corrado Cappiello.

Io non ho mai avuto un cliente brutto… I brutti sono i criminali, io ho sempre avuto solo persone estremamente per bene, professionisti”, aveva minimizzato il ‘Madoff dell’Aniene’.

La caccia al ‘tesoro’

Intanto non si ferma la caccia al ‘tesoro’ del broker di origini casertane. Bochicchio ai clienti truffati per circa 70milioni di euro aveva promesso la restituzione del 90% dei capitali investiti: la piattaforma scelta per veicolare quei soldi, la Interactive Brokers ltd, è però vuota, come denunciato da Cesare Placanica, avvocato che assiste molte delle persone offese nel processo per truffa.

Dove sono dunque i soldi? Il Corriere scrive che sono in corso rogatorie in paesi dell’Asia come Hong Kong e Indonesia per rintracciare i soldi, ammesso ovviamente che dall’estremo oriente arrivino delle risposte.

Le cause della morte

Secondo quanto riportato dall’Ansa, in base agli elementi raccolti dagli inquirenti non ci sarebbero più dubbi sulla identità del corpo, rimasto completamente carbonizzato dopo l’impatto con il muro di cinta dell’aeroporto dell’Urbe. A confermarlo, oltre l’attività peritale sul Dna disposta dalla Procura, sono soprattutto i resti del braccialetto elettronico, trovato nella zona dell’incidente, che il manager indossava perchè si trovava agli arresti domiciliari.

Bochicchio, però, poteva godere di due ore di permesso per motivi di salute. Intanto gli specialisti dell’istituto legale della Sapienza hanno avviato l’autopsia. Dai primi risultati emerge che a causare la morte potrebbe essere stato il violento impatto con il muro e le successive fiamme che si sono sprigionate dalla moto. Sul corpo carbonizzato del 57enne sono stati individuati diversi traumi mentre non sono emersi segni “macroscopici” di eventi cardiaci ma per capire se Bochicchio è stato colto da un malore prima dell’incidente ci vorranno ulteriori esami che dovranno essere completati entro sessanta giorni. I medici legali, come da prassi, hanno effettuato anche i prelievi tossicologici.

“Nel corso di questa primissima attività peritale – spiegano gli investigatori – non sono stati individuati segni di patologie pregresse gravi. Lo stato da salute di Bochicchio è paragonabile a quello di un qualsiasi 57enne”. Al momento la pista privilegiata dai pm capitolini, che procedono per il reato di istigazione al suicidio, resta quella del malore ma non si esclude anche il gesto volontario. Anche per questo gli inquirenti hanno disposto l’acquisizione del tablet, del telefono cellulare e di alcuni documenti (tra cui una agenda) dell’uomo accusato di avere truffato, per milioni di euro, vip e nomi noti dello sport. Obiettivo di chi indaga, oltre a ricostruire gli ultimi contatti avuti da Bochicchio nelle ore precedenti alla tragica morte, è cercare eventuali scritti o messaggi che potevano fare pensare ad un gesto estremo.

Capire a che velocità stesse percorrendo quel tratto di Salaria il mezzo con a bordo il broker è un altro elemento su cui gli inquirenti vogliono fare chiarezza. Gli agenti della polizia di Roma Capitale non hanno trovato segni di frenata sul manto stradale e al momento non ci sarebbero elementi relativi alla possibile azione di una auto privata. “L’ho visto mentre superava la mia auto e poi la moto ha cominciato a deviare verso destra”, ha confermato un testimone sentito oggi: parole che confermano quanto già fatto verbalizzare da altri tre testi.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.