A distanza di tre giorni il Mediterraneo restituisce il corpo di una bambina. È successo ieri sulla spiaggia di Sorman dov’è stato ritrovato il corpo di una neonata di pochi mesi, vittima del naufragio avvenuto sabato scorso, 13 giugno, al largo della Libia. Sul barcone a sei miglia nautiche dalle coste di Zawiya c’erano 30 migranti. Venti sarebbero stati soccorsi dai pescatori. I dispersi sarebbero 11. Tra loro un altro bimbo. A rendere nota la notizia del ritrovamento del corpo Alarm Phone attraverso il suo profilo Twitter. La notizia del naufragio del gommone era stata confermata da organismi come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, quello del ritrovamento del corpo della bambina dalla Mezzaluna Rossa, la Croce Rossa nei Paesi arabi.

La notizia è stata lanciata da Al Hadaf News che ha rilanciato l’annuncio del comitato locale della Mezzaluna Rossa. Ripresa anche la foto, straziante, della bambina avvolta nella sua tutina. Secondo quanto riportato da Mediterraneo Cronaca sono 12 le vittime e potrebbe esserci anche un altro bambino tra questi.

Pochi giorni fa un altro naufragio si era consumato al largo di Sfax, sulla costa della Tunisia. Le autorità tunisine hanno arrestato un presunto scafista, tra i più pericolosi per le traversate verso le coste italiane. Il 56enne avrebbe organizzato proprio il tragico naufragio del 9 giugno scorso. La barca affondata, davanti alle coste di Kerkennah, era costata la vita a 60 migranti sub-sahariani , 28 donne, 3 bambini e un tunisino che era al timone. Lo ha reso noto il porta voce del distretto centrale della Guardia costiera, Ali Ayari, all’agenzia Tap. Per l’uomo, il pubblico ministero ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre proseguono le ricerche per catturare due suoi complici coinvolti nell’operazione. Il barcone, la ricostruzione della magistratura, era partito da Sfax nella notte tra il 4 e il 5 giugno, diretto verso le coste italiane.