Compie 51 anni l’ex pilota automobilistico tedesco Michael Schumacher. Con sette titoli mondali si classifica come il più vincente campione della Formula 1 e uno dei più grandi automobilisti sportivi di tutti i tempi. Il leggendario ex pilota della Ferrari ha subito una lesione cerebrale che gli è quasi costata la vita in un incidente di sci nel 2013 sulle Alpi francesi: una banalissima caduta durante la quale però Schumacher batté la testa su una roccia tanto che si spaccò il suo caschetto protettivo.

L’ANNUNCIO – Sulle sue condizioni viene mantenuta una strettissima privacy dalla famiglia. Infatti dall’incidente fino ad oggi solo la moglie Corinna, i suoi due figli Gina Maria e Mick e gli amici intimi conoscono la verità sul suo stato di salute. Ma dopo sei anni a rompere il silenzio qualche settimana fa è stata proprio la moglie, annunciando che “le grandi cose iniziano con piccoli passi”.

Inoltre, secondo la testimonianza di un’infermiera dell’ospedale George Pompidou di Parigi, il pilota la scorsa estate sarebbe stato sottoposto a un trattamento sperimentale a base di cellule staminali con un luminare nel campo. A riportarlo è il quotidiano ‘Le Parisien’ a cui la donna avrebbe detto che Schumacher sarebbe consapevole e cosciente.

L’INCIDENTE – Il 29 dicembre del 2013 il sette volte campione del mondo si trovava insieme a suo figlio Mick sulla pista da sci delle Alpi francesi. Mentre sciava è andato fuori pista battendo la testa contro una roccia così violentemente da rompere il casco protettivo che indossava. L’incidente gli è quasi costato la vita, con il primo bollettino che indicava condizioni critiche. Seguirono notizie sul coma indotto e sui mesi di rianimazione, ma con il passare del tempo gli aggiornamenti sono diventati sempre più ristretti.

Dopo una prima, lunga fase in rianimazione e poi in una clinica specializzata, da cinque anni è tornato a casa, nella quiete della sua abitazione a Losanna in Svizzera sulle rive del lago di Ginevra. È assistito 24 ore su 24 e protetto da sguardi indiscreti all’interno della villa-bunker immersa nel verde e protetta da alte mura di cinta. Sulle sue condizioni si sa poco: nessuno della sua famiglia e degli amici più intimi ha mai voluto divulgare i dettagli.

Tra gli amici che hanno potuto vedere il campione in questi anni di segretezza e privacy c’è Jean Todt, il presidente della FIA ed ex capo della Ferrari: “Non passa mese, anche nei periodi più fitti di impegni, che io non passi a trovarlo e gli stia vicino a mio modo, nel modo che è ancora possibile”.

L’AFFETTO DEI TIFOSI – In questi anni sono stati moltissimi i messaggi di speranza e di affetto da parte dei tifosi del pilota. E’ stato anche lanciato un hashtag #KeepFightingMichael e delle pagine fan con lo stesso nome, affinché Schumacher ‘continui a lottare’. Da qui l’idea di creare una pagina omonima nata dal fan club della sua cittadina natale, Kerpen, vicino a Colonia. Reiner Ferling, presidente del fan club, ha affermato di essere ancora “pieno di speranza” di rivedere Schumacher di nuovo in pubblico.Sei anni pieni di speranza che Michael un giorno ne uscirà. Schumacher è in buone mani e la sua famiglia è forte”.

La moglie Corinna ha subito approvato e sostenuto questa iniziativa dichiarando che “Insieme siete più forti, ed è esattamente così che le forze combinate del movimento KeepFighting rendono più facile incoraggiare gli altri”. Infatti la fondazione della famiglia Schumacher sta raccogliendo fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale per aiutare altre persone.