Cresce di ora in ora il numero di manifestanti arrestati a Hong Kong dove in migliaia sono tornati in piazza per protestare contro la nuova legge sulla sicurezza nazionale approvata da Pechino ed entrata in vigore da poche ore. L’ultimo dato riferito dalla polizia parla di oltre 180 fermi con sette delle persone arrestate proprio per violazioni della nuova normativa. “Basta infrangere la legge”, si legge in uno dei tweet pubblicati sul profilo ufficiale delle forze dell’ordine.

Nelle strade dell’ex colonia britannica si sono verificati numerosi momenti di tensione con gli agenti che hanno usato cannoni ad acqua, proiettili di gomma e spray urticanti per disperdere la folla. Le nuove pene, severissime, previste per i reati di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze esterne, tra queste anche l’ergastolo, non hanno fermato i dimostranti, tornati a chiedere democrazia e rivendicare l’autonomia dell’ex colonia britannica.

La polizia ha segnalato che alcune persone hanno bloccato le strade e interrotto l’ordine pubblico, mentre nella zona di Wan Chai sono stati segnalati chiodi sulle strade che hanno perforato le ruote di alcuni veicoli. Le forze dell’ordine avvertono: “Cantare lo slogan ‘l’indipendenza di Hong Kong, l’unica via d’uscita’ potrebbe costituire una violazione della nuova legislazione. Negli scontri  un poliziotto è rimasto ferito, sarebbe stato “pugnalato al braccio dai manifestanti che avevano oggetti affilati, mentre stava eseguendo un arresto”, spiega un tweet della polizia.

“Siamo nelle strade per protestare contro la legge di sicurezza nazionale. Non ci arrenderemo mai. Ora non è il momento di arrendersi”, scrive su Twitter il noto attivista pro-democrazia di Hong Kong Joshua Wong, pubblicando delle foto delle manifestazioni.

Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, intanto minaccia contromisure nei confronti della Cina a seguito dell’approvazione della nuova legge di sicurezza nazionale a Hong Kong e avverte: “Non staremo fermi a guardare mentre la Cina stringe Hong Kong nella sua morsa autoritaria”. “Secondo le istruzioni del presidente Trump, elimineremo le esenzioni politiche che conferiscono a Hong Kong un trattamento diverso e speciale, con poche eccezioni”, ha aggiunto il ‘ministro degli Esteri’ americano.

Hong Kong è stata restituita alla Cina dalla Gran Bretagna nel 1997, in virtù di un accordo che avrebbe dovuto tutelare alcune libertà per almeno 50 anni. Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha affermato che la nuova legge sulla sicurezza nazionale cinese a Hong Kong “è una chiara e grave violazione” della Dichiarazione congiunta sino-britannica, l’accordo che ha aperto la strada al passaggio della ex colonia britannica alla Cina 23 anni fa.

Raab ha fatto sapere che alcuni funzionari hanno valutato attentamente i contenuti della nuova legge da quando è stata approvata ieri. Inoltre, ha riferito ai giornalisti di avere in programma di fornire dettagli sulle azioni che intraprenderà il Regno Unito, insieme ai suoi partner internazionali, in risposta alla legge.