Nessuna revoca alla cittadinanza onoraria per Benito Mussolini. Il Duce resterà infatti un cittadino onorario di Salò, onorificenza attribuitagli nel 1924 dal commissario prefettizio ed ancora in vigore dopo 96 anni. Lo ha deciso il Consiglio comunale che si è riunito ieri sera, assise ‘blindata’ dalle forze dell’ordine per il timore di disordini.

La mozione era stata presentata dal gruppo di opposizione Salò Futura, ma ha trovato solo 3 voti favorevoli, proprio da parte dei consiglieri della lista. A votare contro gli altri 14 consiglieri, quelli del centrodestra più altri due della lista di minoranza Insieme per Salò, vicina alla Lega. Dalla maggioranza la mozione è stata infatti definita “strumentale e anacronistica”, in particolare il sindaco Giampiero Cipani ha spiegato che “l’unico modo per debellare l’ideologia sbagliata del fascismo è dimostrare con i fatti che la nostra idea di Stato, liberale e democratico, è quella giusta”.

Il Comune di Salò, città sulle rive del Garda, è da sempre legato all’ultimo scorcio del regime fascista di Mussolini, quando il Duce insediò  a Salò nel settembre del 1943 la Repubblica sociale italiana.