“Ho assistito a scene atroci“. E ancora: “Sono molto scosso e seriamente preoccupato per il degrado umano che regna in questa città”. A parlare è il cantautore napoletano Tommaso Primo e il riferimento è a quanto avvenuto domenica scorsa, 15 maggio, sugli scogli di Marechiaro dove due giovani sono stati accoltellati da una ‘paranza’ dopo una lite nata sui social mesi e mesi prima.
Tommaso Primo, che abita a Posillipo e che nelle sue canzoni racconta Napoli nella sua bellezza e criticità, racconta, sui social, quei drammatici momenti: “La prima si è consumata a pochi metri da casa mia, dove due ragazzini imberbi che avranno avuto più o meno l’età del più piccolo dei miei cugini, quindici, sedici anni, sono stati accoltellati da una paranza di altri giovani della stessa età”.

Soccorsi rallentati ‘grazie’ all’inciviltà e all’assenza presumibilmente di controlli. “Sanguinavano dal torace, e sono gravissimi in ospedale. Le ambulanze e la polizia hanno fatto una fatica immane a scendere in una Marechiaro bloccata dai motorini e dalle auto, nonostante la ZTL” racconta l’artista che poi commenta anche la seconda lite, virale sui social, immortalata sulla spiaggia libera delle Monachelle: “Vi invito a vedere le scene sui social. Un uomo si tuffa in acqua e apre letteralmente la testa ad un altro, davanti gli occhi di decine e decine di bambini. Dopo, non contento, prova ad annegarlo, sempre sotto gli occhi di tutti”.

Poi l’amara constatazione su una città bella, maledetta ma, soprattutto, abbandonata dalle istituzioni: “Napoli è violenta, lo è terribilmente. La deriva del camorrismo si sta espandendo e negarlo, a questo punto, vuol dire essere conniventi. O stupidi. Non mi venite a recitare la solita storiella del succede ovunque perché offendete la vostra intelligenza. “‘O cavallo ‘e ritorno” non succede ovunque, le principali strade della città, letteralmente prese d’assalto il sabato sera, sono scene tipicamente nostrane. Così come coinvolgere nelle sparatorie bambine indifese che nulla hanno a che vedere con questo schifo”. Il riferimento è alla piccola Noemi, miracolata dopo un agguato avvenuto tre anni fa in piazza Nazionale.
Primo incalza: “Non avete neanche idea di quanto sia facile procurarsi un’arma da fuoco in città, né di quanti ragazzi scendano armati nel fine settimana. Se la politica vuole fare qualcosa, per migliorare la situazione da qui a trent’anni, deve assolutamente mettere in conto d’intervenire, con i fatti e non con il solito chiacchiericcio sterile, sull’educazione di questi ragazzi”. Infine la proposta e l’autocandidatura gratuita: “Creare strutture, investire su tutor, sovvenzionare corsi in ogni quartiere che avvicinino i giovani nel nome della creatività, dello sport sano, dell’educazione civica. C’è qualcuno, nei palazzi, che abbia a cuore il loro futuro ? Io offrirei il mio impegno gratuitamente, per cercare di creare un domani migliore a questi scugnizzi…”.

Redazione