Contribuire al superamento della logica puramente retributiva della pena e tutelare i diritti delle persone detenute, in particolare quelli che incidono direttamente sulle possibilità di reinserimento: questi sono gli obiettivi del Movimento Italiano Diritti Detenuti la nuova associazione senza scopo di lucro fondata da Giulia Troncatti.

L’Associazione agirà su due piani. Il primo è quello della sensibilizzazione della società civile sul tema della detenzione e della giustizia, informando, raccontando e rendendo accessibile a tutti, non solo agli addetti ai lavori e ai volontari, una realtà spesso invisibile. In questo senso, il Movimento ha l’obiettivo di tradurre dati, storie e diritti in una narrazione comprensibile e capace di raggiungere chiunque. Il secondo livello è quello dell’intervento diretto a supporto di chi vive o ha vissuto un’esperienza di privazione della libertà, attraverso la promozione di percorsi formativi e lavorativi utili a garantire il reinserimento in società, una volta conclusa la pena.

Il Movimento si propone inoltre come realtà innovativa nel mettere l’utilizzo di strumenti digitali al servizio delle persone private della libertà e dei loro cari, tra cui: un assistente IA per le istanze di riduzione della pena per detenzione disumana, un generatore di istanza di liberazione anticipata, un calcolatore di fine pena e benefici di legge, e ZeroMail, un servizio che consente alle persone detenute di inviare e ricevere lettere tramite posta elettronica.

Nato da un percorso personale della fondatrice Giulia Troncatti, che dal 2021 ricopre il ruolo di tutor universitaria per il Progetto Carcere dell’Università degli Studi di Milano, il Movimento Italiano Diritti Detenuti si propone come una realtà multidisciplinare, capace di integrare conoscenze e competenze giuridiche, sociali e tecnologiche.

“Il Movimento Italiano Diritti Detenuti nasce da una constatazione molto semplice quanto rilevante: il carcere italiano non garantisce né sicurezza né un reale accompagnamento al reinserimento. La recidiva al 70% è un dato che ci parla di un’istituzione che non funziona e di cui la narrazione mediatica tradizionale parla solo in modo stereotipato. Il nostro proposito è inserirci proprio in questo scarto, per offrire una narrazione più realistica e democratica sulla detenzione e per promuovere la tutela dei diritti delle persone detenute: studio, lavoro, orientamento, accesso alle informazioni e continuità relazionale” dichiara Giulia Troncatti, fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti.

La direzione progettuale e strategica è affidata ad Andrea Noia, affiancato da un Comitato Scientifico composto da figure accademiche e istituzionali attive nei temi del diritto penitenziario, della criminologia e della giustizia riparativa: Rita Bernardini, già Deputata e Presidente dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino; Stefano Simonetta, Professore Ordinario e Prorettore dell’Università degli Studi di Milano; Sergio Grossi, Professore Associato del John Jay College of Criminal Justice di New York e Alessandra Augelli, Ricercatrice presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La Presidenza Onoraria è affidata a Baz Dreisinger, Professoressa presso il John Jay College of Criminal Justice e Direttrice Fondatrice di Incarceration Nations Network, una delle voci più autorevoli a livello internazionale nell’ambito dei sistemi di reinserimento post-carcerario.

Il progetto è supportato dalla Fondazione Laura e Alberto Genovese ETS, che contribuisce allo sviluppo infrastrutturale e tecnologico, a fronte di una realtà che mantiene piena autonomia decisionale e progettuale.