È stato condannato il dissidente russo Alexei Navalny. Lo riporta il Moscow Times. Accolta quindi la richiesta del Servizio Penitenziario Federale di convertire la pena sospesa in detenzione reale per la presunta violazione dei termini della libertà vigilata da parte di Navalny. L’avvocato è stato condannato a tre anni e 5 mesi ma il giudice ha deciso di prendere in considerazione i domiciliari già scontati per il caso Yves Rocher. Dovrà quindi scontare in colonia penale due anni e 5 mesi.

Sono stati fermati intanto almeno 325 manifestanti oggi, mentre al tribunale Simonovsky di Mosca si svolgeva l’udienza. Per le proteste dell’ultimo fine settimana erano state fermate oltre cinquemila persone in tutta la Russia. A scatenarle anche il caso del “palazzo segreto”, una villa faraonica, del Presidente Vladimir Putin sul Mar Nero. Il 44enne avvocato si era appellato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e a una sua sentenza. Niente da fare.

Aleksey Navalny è considerato il principale avversario del Presidente  Putin. È stato arrestato a inizio gennaio, dopo il suo ritorno in Russia dalla Germania. A Berlino era stato curato dopo l’avvelenamento dello scorso agosto. Soltanto un atterraggio di emergenza gli ha salvato la vita. L’attacco era stato condotto con il gas nervino Novichok applicato sulla biancheria intima di Navalny. L’oppositore si era recato in Siberia per campagna elettorale. Ha più volte accusato Putin di essere coinvolto nell’avvelenamento. Un caso diventato internazionale.

L’udienza era stata prevista presso il tribunale distrettuale Simonovsky, ma visto l’alto numero di accrediti stampa richiesti, le autorità hanno deciso di tenere l’udienza nel tribunale Simonovsky di Mosca. Subito dopo la sentenza, il team del dissidente ha chiesto ai sostenitori di radunarsi “immediatamente” sulla Piazza del Maggio, accanto al Cremlino.

Vito Califano