Altro che sudata, conquistata, baciata in un’esultanza davanti ai tifosi. La maglia: questo feticcio del mondo del calcio e delle curve degli ultras, un simulacro di fede e storia. Non è stata il simbolo della passione quanto quello di vergogna in questa vicenda che si è verificata da Avellino e che riguarda tre ultras arrestati. Dopo una partita finita male e una prestazione giudicata indegna, avrebbero bloccato, minacciato e denudato un calciatore della squadra irpina che milita nel campionato di Serie C. Per loro “indegno” di indossare quei colori.

Claudiu Micovschi ha 23 anni, ala sinistra, di nazionalità rumena, passato per le giovanili del Genoa e del Chievo. Lo scorso 4 maggio aveva giocato nella partita in casa contro il Foggia, finita 2 a 1. All’Avellino sarebbe bastato anche un pareggio, nella gara valida per i play off di serie C, per sperare ancora in una promozione in Serie B. Niente da fare invece. Non era bastato il gol di Davide Bove. Al fischio finale era seguita una conferenza stampa del presidente Angelo Antonio D’Agostino che pronunciò parole dure contro il comportamento in campo di alcuni suoi giocatori. “Ritengo che i giocatori non sono degni di giocare per questa maglia. Quindi si ripartirà da zero”.

Secondo la ricostruzione della Digos della Questura di Avellino, dopo il match il calciatore 23enne sarebbe stato vittima di “una vera e propria spedizione punitiva”. La Polizia di Stato aveva già sventato una contestazione da parte dei gruppi di tifosi organizzati che dopo la partita avevano aspettato i calciatori all’altezza della tribuna Terminio dello stadio Partenio. I calciatori erano riusciti a lasciare lo stadio in auto alla spicciolata. Non Micovschi evidentemente. Gli agenti della Digos erano stati infatti informati dell’aggressione ai danni del 23enne.

Le telecamere di sorveglianza hanno permesso di ricostruire l’accaduto. Quattro ultrà, tra cui una donna, hanno affiancato l’automobile del calciatore con due automobili. Micovschi viaggiava con un compagno di squadra, sarebbe stato pesantemente insultato, minacciato, un profluvio di violenze finito con l’ordine di spogliarsi dei colori dell’Avellino. La Digos ha recuperato materiale utile alle indagini nell’ambito di una perquisizione.

I destinatari dell’ordine sono un 22 enne e due 30enni già destinatari di Daspo. La Polizia di Avellino ha notificato tre arresti ai domiciliari. È in via di riconoscimento la donna che faceva parte del gruppo di aggressori. I reati contestati dagli investigatori della Digos sono rapina aggravata (della tuta che il giocatore indossava) in concorso, violenza e minaccia. Secondo le indagini quella stessa notte un altro giocatore venne inseguito da una vettura riconducibile a uno dei tre indagati.

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