Ambiente
Nucleare civile, Torino apre il dibattito: grande successo per la Giornata di Fare Ambiente
La sala consiliare della Circoscrizione 6 gremita di pubblico. Artizzu (Sogin): «Pronti a scrivere un nuovo capitolo del nucleare italiano»
Si è chiusa con una partecipazione oltre le aspettative la Giornata di informazione e sensibilizzazione sull’energia nucleare civile e sull’innovazione energetica, organizzata a Torino da Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo presso la Sala Consiliare della Circoscrizione 6. Un segnale difficile da ignorare: il pubblico ha riempito la sala, confermando che il tema energetico – e il nucleare in particolare – ha smesso di essere un tabù da relegare ai margini del dibattito pubblico, per diventare una questione che la cittadinanza chiede di affrontare con serietà e senza pregiudizi ideologici.
Un confronto di alto livello
L’evento ha riunito voci autorevoli e complementari: il mondo accademico, con il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Andrea Beraudo; quello istituzionale, con l’europarlamentare Silvia Sardone e la consigliera regionale Vittoria Nallo; e quello industriale e finanziario, con Gian Luca Artizzu, Amministratore Delegato di Sogin, e Ofer Arbib di Colliers Global Investors Italy. Una composizione volutamente plurale, che ha trasformato la giornata in qualcosa di più di un convegno informativo: un vero e proprio laboratorio di strategia energetica nazionale.
«La qualità degli interventi è stata di altissimo livello tecnico e istituzionale», ha dichiarato il Professor Vincenzo Pepe, Presidente nazionale di Fare Ambiente. «Tutti uniti nel confronto costruttivo su uno dei temi più importanti per il futuro energetico del Paese e del continente».
Il pomeriggio si è articolato in una tavola rotonda e in una sessione di domande interattive, con esperienze in realtà 3D che hanno offerto al pubblico uno strumento di avvicinamento concreto alle tecnologie nucleari. Un formato che riflette la filosofia dell’iniziativa: informare prima di convincere.
Sogin rilancia: «Pronti per un nuovo capitolo»
Tra i passaggi più significativi della giornata, l’intervento del dottor Artizzu ha tracciato con chiarezza la posizione di Sogin nel rilancio del nucleare civile italiano. «Il nucleare civile rappresenta una delle tecnologie più mature, sicure e a basse emissioni di CO₂ disponibili oggi», ha affermato il numero uno della società pubblica impegnata nel decommissioning degli impianti storici. «Sogin è pronta a mettere le proprie competenze al servizio di un nuovo capitolo del nucleare italiano».
Artizzu ha insistito sulla necessità di un dibattito «serio e basato su dati scientifici, superando vecchi pregiudizi», e ha indicato nella sinergia tra istituzioni, scienza e imprese la condizione necessaria per costruire una strategia energetica nazionale capace di garantire sovranità energetica e maggiore occupazione qualificata.
Torino come laboratorio
Non è casuale la scelta di Torino come sede di questa iniziativa. La città e il Piemonte vantano una tradizione industriale e scientifica nel settore nucleare – dal Politecnico alle competenze manifatturiere della filiera – che li rendono interlocutori naturali in qualsiasi ipotesi di rilancio della tecnologia nucleare civile in Italia. Portare il dibattito qui, in una sede di prossimità come la sala di una circoscrizione, significa anche scegliere di parlare ai cittadini prima ancora che agli addetti ai lavori.
«Fare Ambiente continuerà a lavorare per promuovere un’informazione corretta e basata su dati scientifici, nell’interesse dell’ambiente, dell’economia e delle future generazioni», ha concluso Giulia Zaccaro. Il segnale che arriva da Torino è quello di un Paese che – almeno in una parte crescente della sua opinione pubblica e della sua classe dirigente – è pronto a rimettere mano a una questione che l’emozione del post-Chernobyl e del referendum del 1987 aveva congelato per quasi quarant’anni. Se questa disponibilità si trasformerà in politica industriale concreta dipenderà dalla capacità delle istituzioni di raccogliere l’invito, e dei cittadini di capirne l’essenzialità. Oggi, almeno, a Torino, la conversazione è ricominciata.
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