Dopo l’ultimo Dpcm spiegato in conferenza stampa da Conte alle 13.30 di domenica 25 ottobre l’Italia è andata nel pallone. Come cambierà la vita quotidiana? Cosa resterà aperto e cosa dovrà chiudere alle 18? Di fatto non si tratta di un nuovo lockdown, come ha più volte sottolineato il premier, ma di una nuova restrizione che consente quasi tutte le attività ma con dei vincoli di orario e l’obbligo di distanziamento e l’uso obbligatorio di mascherine all’aperto e al chiuso.

RISTORANTI E BAR – I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle 5 del mattino alle 18. Ai tavoli possono sedere massimo 4 persone, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici. Resta consentita la ristorazione negli alberghi e nelle strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che risiedono nella struttura. Inoltre, “è fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale”. Restano invece consentite le consegne a domicilio e l’asporto fino alle 24. Restano aperti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti”.

PARRUCCHIERI – Restano aperti saloni di bellezza, barbieri e parrucchieri, mantenendo l’obbligo al distanziamento, alla disinfezione e alla cura dei dettagli per evitare i contagi.

SHOPPING – Aperti anche i negozi di abbigliamento, calzature, librerie, profumerie, accessori seguendo gli abituali orari. Toccherà ai negozianti prestare particolare attenzione al fatto che sia rispettato il distanziamento, l’igiene delle mani e un numero massimo di clienti all’interno dei locali. La novità è nel passaggio in cui il governo chiede agli esercenti “che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni”. Restano aperti anche i centri commerciali seguendo le stesse regole.

CINEMA E TEATRI – “Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, recita il nuovo dpcm che chiude così per un mese questo tipo di attività.

MUSEI – I musei restano aperti, come le aree archeologiche e i monumenti. Gli ingressi del pubblico sono contingentati, i visitatori devono rispettare la distanza di almeno un metro e gli assembramenti sono vietati. Per questo tipo di attività l’orario resta quello abituale.

CONVEGNI – Convegni, congressi e altri eventi sono sospesi, “a eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza”.

PARCHI GIOCO – I parchi tematici e di divertimento restano invece chiusi per un mese, fino al 24 novembre.

MOBILITA’ TRA REGIONI – La capienza nei trasporti pubblici non viene menzionata nel nuovo dpcm, dunque la capienza rimane all’80%. Non esiste alcun divieto di spostamento tra regioni, salvo che non sia la regione stessa a stabilirlo. C’è però una raccomandazione: “È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

PASSEGGIATE – Nel concreto questo vuol dire che non è vietato uscire di casa e che si può continuare a spostarsi anche dal proprio Comune e raggiungere destinazioni in Regioni diverse da quelle di residenza. Non è necessario alcun tipo di autocertificazione. In sostanza il governo chiede la massima collaborazione dei cittadine per una diminuzione dei contatti fra le persone ma non impone blocchi per legge né determina multe. Restano consentite le passeggiate non solo nei parchi vicino la propria abitazione ma ovunque ci faccia piacere fare due passi.

LO SPORT – Il nuovo decreto prevede la sospensione delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali. Fanno eccezione i presidi sanitari obbligatori destinati a persone che hanno bisogno di riabilitazione o che effettuino prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza. L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite rispettando il distanziamento sociale e senza assembramenti. Niente calcetto però perché il decreto prevede che lo svolgimento di sport di contatto sia consentito solo per sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale. Chiusi anche gli impianti delle stazioni sciistiche ad eccezione di quelli utilizzati da atleti professionisti.

ATTIVITA’ LUDICHE – Sale giochi, centri scommesse e casinò infatti, non potranno riaprire affatto fino al 24 novembre.

FESTE E BANCHETTI – Matrimoni, cresime e battesimi non sono vietati. Sono vietate però le feste conseguenti a tutte le cerimonie civili o religiose. Finora era possibile festeggiare con un massimo di 30 invitati nel rispetto del distanziamento fra le persone ma da oggi anche questo limite è saltato. Sono ovviamente vietate tutti i tipi di feste, pubbliche o private. Dunque non si potranno svolgere neanche le sagre di paese o le feste patronali.