Ha un nome e un volto il presunto killer di Dario Angeletti, il professore associato dell’università della Tuscia, freddato con un colpo di pistola alla testa martedì in un parcheggio di Tarquinia, in provincia di Viterbo.

Per il delitto è stato fermato dai Carabinieri Claudio Cesaris, un 68enne originario di Pavia. È lui il sospettato numero uno del delitto.

Sull’indagine c’è il massimo riserbo imposto dalla Procura di Civitavecchia, ma si segue il movente passionale, legato a una donna, ora ricercatrice all’Unitus dopo il trasferimento dall’Università di Pavia, lo stesso ateneo dove lavorava anche Cesaris prima di andare in pensione.

Le indagini

Claudio Cesaris ha lavorato come tecnico in un laboratorio di eco-etologia dei vertebrati del Dipartimento di Scienze della terra e dell’ambiente. I sospetti degli investigatori si sono presto concentrati sull’uomo, che da alcuni mesi abitava a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo, e conosceva la vittima.

La sua auto sarebbe stata immortalata da una delle telecamere che da lontano punta sul parcheggio nella zona delle Saline, luogo del ritrovamento del corpo di Angeletti, a cui si sono aggiunti anche altri elementi, come le celle e i tabulati telefonici. Inoltre le tracce degli pneumatici trovate sull’erba del parcheggio dai carabinieri sarebbero compatibili con la macchina dell’indagato.

Gli investigatori si sono recati non solo presso l’abitazione della vittima, ma anche nell’ufficio all’Università di Viterbo per verificare i computer utilizzati dal docente e scaricare le mail e le chat dei social. Resta però da chiarire se i due avessero un appuntamento: si indaga anche per capire se il docente sia stato attratto in una trappola. 

Il fermato, che durante la perquisizione ha accusato un malore, è piantonato all’ospedale Belcolle di Viterbo dove mercoledì è stato sottoposto allo stub, l’esame che serve a rilevare tracce di polvere da sparo sulle mani. Il presunto killer è titolare di un porto d’arma e in possesso di una pistola di medio calibro.

Il movente

Per l’omicidio si ipotizzano motivi di gelosia legati alla ricercatrice 39enne che aveva ultimamente stretto un’amicizia con Angeletti. Il trasferimento nel borgo in provincia di Viterbo di Cesaris, separato e con una figlia, sarebbe stato dettato proprio dalla volontà di riallacciare i rapporti con la donna, anche se non è ancora chiaro quale fosse il rapporto tra i due.

Al momento però sono appunto solo ipotesi. Come sottolinea il Corriere della sera, per ora i carabinieri confermano solo la pista di una questione privata tra Cesaris e Angeletti. Le indagini proseguono e nelle prossime ore, scrive invece Il Messaggero, la Procura di Civitavecchia potrebbe iscrivere sul registro degli indagati altri nomi.

La vittima

 Angeletti, figlio di un medico di Tarquinia, era sposato ed aveva due figli. Era conosciuto e stimato nella cittadina della Tuscia dove viveva e lavorava.

Dal 2010 insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino al polo universitario di Civitavecchia. Il suo lavoro si svolgeva anche nel laboratorio di ecologia e Centro ittiogenico sperimentale alle Saline di Tarquinia, a poca distanza dal luogo dove è stato rinvenuto il suo corpo senza vita.

 

Redazione