L’arma utilizzata da Baldwin aveva già sparato, colpi veri, la settimana scorsa e la responsabile del controllo, una giovane di 20 anni, era al suo primo incarico. Continuano ad emergere particolari inquietanti dopo la tragedia avvenuta sul set cinematografico di “Rust” a Santa Fe (Nuovo Messico, Stati Uniti).

Giovedì scorso, 21 ottobre, durante le riprese l’attore Alec Baldwin con la pistola di scena, presentatagli come ‘fredda’ (ovvero priva di munizioni), ha ucciso la direttrice della fotografia, la 42enne Halyna Hutchins. A rivelare il particolare è il Los Angeles Times.  Rivolgendosi a Baldwin, l’assistente di regia ha assicurato che la pistola di scena era sicura, caricata a salve e non coi proiettili reali che hanno finito per ferire il regista Joel Souza e uccidere la Hutchins.

La pistola di scena conteneva un “live single round”, ossia un solo colpo, secondo un’e-mail inviata dall’International Alliance of Theatrical Stage Employees ai suoi membri. L’arma utilizzata da Baldwin aveva già sparato per sbaglio in passato stando a quanto riferiscono fonti ben informate al quotidiano californiano. Secondo quanto ricostruito, i protocolli di sicurezza standard sulle armi da fuoco nell’industria cinematografica non sono stati seguiti col necessario rigore.

Il precedente qualche giorno prima: a sparare la controfigura di Baldwin

Già nei giorni precedenti, per l’esattezza sabato scorso, la controfigura di Alec Baldwin avrebbe sparato due colpi con la stessa pistola che, anche in quel caso, era stata segnalata come “fredda”, “Ci sarebbe dovuta essere un’indagine”, ha dichiarato alla testata Usa un membro della troupe, “non c’erano riunioni sulla sicurezza. Non c’era alcuna garanzia che non sarebbe successo di nuovo. Tutto quello che volevano era fare in fretta, in fretta, in fretta”.

Le prime indagini dopo l’omicidio di Halyna Hutchins,  hanno dimostrato che l’arma conteneva proiettili a salve oltre a un proiettile vero. Poche ore prima che l’attore sparasse, parte della troupe cinematografica aveva lasciato il set per protestare contro le condizioni di lavoro. I tecnici erano esasperati per gli orari eccessivi, i lunghi viaggi per raggiungere il set e i pagamenti arretrati. Un membro della squadra dei cameraman ha anche sporto denuncia per il mancato rispetto dei protocolli di sicurezza. “La sicurezza del nostro cast e della nostra troupe è una priorità assoluta per Rust Productions e per tutti coloro che sono coinvolti nel business”, ha dichiarato la casa di produzione, “anche se non abbiamo ricevuto alcun reclamo ufficiale in merito alla sicurezza di armi o accessori sul set, rivedremo le nostre procedure interne, mentre la produzione sarà interrotta”.

Le parole del marito di Halyna: “Ho parlato con Alec”

“Ho parlato con Alec Baldwin. Non penso ci siano parole per descrivere la situazione”. Sono le parole di Matthew Hutchins, marito della direttrice della fotografia Halyna Hutchins, uccisa sul set del film Rust. I due erano sposati da 16 anni e insieme hanno un figlio di otto anni.

Chi era Halyna Hutchins

Halyna Hutchins era nata in Ucraina, è approdata a Hollywood dopo un passato anche nel mondo del giornalismo che ha studiato all’Università di Kiev. Cresciuta in una base militare nel Circolo Polare Artico, circondata da renne e sottomarini militari, la 42enne aveva raccontato di essersi appassionata al cinema “perché là fuori non c’era nulla da fare”. Hutchins “aveva sempre sognato di lavorare nel cinema in America e alla fine proprio questa passione l’ha uccisa”, ha raccontato la sua amica Yana Nestoliy al Guardian. Dopo l’università, Halyna aveva lavorato in diverse produzioni cinematografiche britanniche in Europa dell’Est, viaggiando in località remote e imparando il mestiere. “Chiunque abbia lavorato con lei racconterà che era un astro nascente, un verso vantaggio sul set”, ha riferito Theodore Bouloukos, un attore che ha lavorato con Hutchins nel thriller ‘Snowbound’, del 2017. “La sua morte è incomprensibile”, ha aggiunto.

Redazione