Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo, si dovranno spostare le lancette degli orologi un’ora in avanti. Allo scoccare delle 2 di notte, infatti, si passerà direttamente alle 3. Ciò significa che si dormirà un’ora di meno ma che il giorno seguente si avrà un’ora in più di sole. L’idea del cambio d’ora, però, non è nata con lo scopo di  “privilegiare” la popolazione di un’ora di sole in più ed esiste da prima della diffusione degli orologi. Infatti, in passato, nelle città agricole i contadini in maniera del tutto non volontaria seguivano il cambiamento orario delle stagioni. Era un’abitudine per loro svegliarsi sempre prima dell’alba e con l’arrivo della primavera si svegliavano un’ora prima e al contrario con l’inizio dell’inverno dove dormivano un’ora in più.

Nel 1784, l’inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò sul Journal de Paris l’idea del tutto originale per l’epoca di “spostare il tempo”, da li nasce l’ora legale. Franklin si basò sul pensiero di risparmio economico. Infatti la sua idea nacque dal pensiero di fare risparmiare alla popolazione l’acquisto di candele. Come succede spesso, la prima volta che arriva una nuova proposta, di qualsiasi genere, quella non viene accettata. Così è successo anche all’inventore Benjamin.

Nel 1916 William Willett un costruttore britannico, ripropose l’idea che, al contrario, venne accettata con estremo entusiasmo. Questo perché era il periodo della Prima Guerra Mondiale che stava causando gravi esigenze economiche. Nel 1966 il cambio d’ora divenne obbligatorio rendendola anche adeguata alle linee europee.

Quest’anno per alcuni paesi dell’Europa è l’ultimo anno nel quale si sposteranno le lancette. Infatti, molti paesi europei hanno richiesto anni fa l’annullamento dell’obbligo di passare tra l’ora solare e l’ora legale. Dal 2021 ogni paese dell’Unione Europea dovrà decidere se accettare o meno il cambio. L’abolizione dell’obbligo dell’ora legale è stata richiesta da diversi paesi europei in quanto sostengono che il cambio d’ora prova disagi sull’organismo e i punti a favore sono minimi. Questo è successo soprattutto per i paesi dell’Europa settentrionale che, al contrario dei paesi mediterranei, grazie alla loro posizione geografica, durante l’estate, indipendentemente dall’ora legale, godono di giornate lunghissime. In Finlandia, ad esempio, nei giorni più lunghi, il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 23.00.

Il Parlamento Europeo ha abolito l’obbligo di passare dall’ora estiva a quella invernale, lasciando la scelta ai singoli paesi. In Italia resterà ancora in vigore il doppio orario. Ha anche già comunicato la sua decisione a Bruxelles con una richiesta formare e il nuovo governo non ha presentato modifiche al documento. Tutto ciò significa che tutto rimane inalterato.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia