Un giro di festini a base di droga e sesso, a cui partecipavano anche ragazzine minorenni. È quello che hanno scoperto e smantellato i carabinieri del nucleo operativo di Bologna, che stamane hanno eseguito sei misure cautelari di vario titolo a carico di altrettanti indagati, tra cui personaggi di spicco del capoluogo felsineo. I reati contestati sono a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile, spaccio e produzione di pornografia minorile.

Tra gli indagati spunta anche il nome di Luca Cavazza, 27enne già candidato nella Lega alle ultime regionali a sostegno di Lucia Borgonzoni. Un nome legato anche ad una ‘gaffe’ compiuta nel 2015, un anno prima delle Comunali di Bologna in cui era il più giovane candidato di Forza Italia: Cavazza aveva pubblicato su Facebook la sua visita alla tomba di Mussolini di Predappio scrivendo “Tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. A noi!”.

I festini, che sarebbero andati avanti da ottobre 2019 fino alla primavera di quest’anno, si svolgevano nella villa di uno degli indagati, chiamata “Villa inferno”. La ‘location’ secondo quanto riportato dal Quotidiano Nazionale sarebbe dell’imprenditore bolognese Davide Bacci, unico finito in carcere. Ai domiciliari oltre a Cavazzi è finito un secondo indagato, Fabrizio Cresi, mentre per altre tre persone sono state adottate misure più leggere

A far scattare l’inchiesta è stata la mamma di una minorenne che aveva partecipato ai festini, che aveva scoperto sullo smartphone della figlia alcuni video in cui la minore faceva sesso con diversi uomini. La donna si è quindi presentata ai carabinieri della compagnia Bologna Centro per sporgere denuncia. La ragazzina, sentita in audizione protetta, ha confermato il quadro emerso con l’acquisizione dei video: gli atti sessuali venivano consumati in cambio di cocaina. Oggi la ragazza ha 18 anni, così come un’altra coetanea che aveva partecipato agli incontri.