“La questione relativa alla vicenda della nave ‘Gregoretti’ non figura all’ordine del giorno e non è stata oggetto di trattazione nell’ambito delle questioni varie ed eventuali nel citato consiglio dei ministri” del 31 luglio 2019 “né in altri successivi”. È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi sul caso Gregoretti, firmata dal segretario generale di palazzo Chigi e relativa alla richiesta di autorizzazione a procedere per Matteo Salvini.

Fonti Lega subito intervengono e riferiscono che “Per risolvere la vicenda Gregoretti ci furono numerose interlocuzioni tra Viminale, presidenza del Consiglio, ministero degli Affari Esteri e organismi comunitari. Il via libera allo sbarco fu annunciato dal ministro dell’Interno, appena conclusi gli accordi per la redistribuzione degli immigrati in una struttura dei vescovi italiani e in cinque paesi europei. Accordi raggiunti grazie a una intensa attività diplomatica”.

La missiva è stata inviata l’11 ottobre scorso al Tribunale dei ministri di Catania, citata nella richiesta di autorizzazione a procedere per il leader leghista. Il Tribunale dei ministri di Catania chiede di procedere contro l’ex titolare dell’Interno, accusato di sequestro di persona nell’indagine sulla nave che fu fatta sbarcare il 31 luglio scorso, dopo 3 giorni in mare con 131 persone.

Salvini, invece, sostiene che “la decisione da ministro fu condivisa con Conte e Di Maio. L’ho fatto da ministro e, se gli italiani lo vorranno, lo rifarò”. E su Twitter aggiunge: “Se vogliono mandarmi a processo, andrò a processo. E se mi condannano che me ne frega. Mi crea imbarazzo sapendo quanto costano questi processi alla collettività. Avvocati mi dicono che dovrei preoccuparmi, rischio fino a 15 anni”. Salvini ha anche attaccato Di Maio: “E’ un piccolo uomo”. Risposta del ministro degli Esteri: “Salvini ora fa la vittima. Lo vedo un po’ impaurito”. I grillini sarebbero pronti a votare a favore dell’autorizzazione a procedere.

Dettagli e scontri che arrivano mentre la giunta delle immunità del Senato comincerà a discutere del caso Salvini-Gregoretti, Il presidente Maurizio Gasparri ha spiegato ad Agorà. “La giunta ha un termine di 30 giorni per prendere una decisione che poi passa all’aula, che entro altri 30 giorni, quindi diciamo entro la fine di febbraio, dovrà pronunciarsi. Il calendario è stato fissato in maniera molto serrata. Oggi daremo questo termine che scadra intorno al 3 – 4 gennaio. Dopodiché abbiamo fissato riunioni il giorno 8 gennaio alle ore 14, il 9 gennaio alle 8.30, Lunedì 13 gennaio alle ore 15.30 E poi altre riunioni durante quella settimana. “E si darà al senatore Salvini un termine di 15 giorni per o chiedere di essere sentito dalla giunta o per inviare una memoria scritta” ha concluso Gasparri.

Noi, ha detto ancora Gasparri, “abbiamo fissato una possibile data di votazione sulla vicenda il giorno 20 gennaio, lunedì, alle ore 17. L’approdo in aula poi dipende dalla presidenza del Senato e dalla conferenza dei capigruppo. Io sono il relatore e farò una proposta alla giunta, ovviamente dovrò esaminare il carteggio che è arrivato ieri sera giunta”. Ieri il capo politico del Movimento 5 Stelle ha annunciato che sul caso Gregoretti sono pronti a votare per l’autorizzazione a procedere”.