Si chiama Manifesto per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ed è il documento con cui il Comune di Milano ha messo nero su bianco la propria strategia di governo dell’AI. Pubblicato nelle settimane scorse, si articola su tre livelli: una visione di fondo, un set di valori condivisi, quarantacinque casi d’uso operativi che spaziano dai servizi anagrafici all’analisi del traffico, dalla manutenzione predittiva delle infrastrutture al supporto decisionale per gli uffici di Palazzo Marino. La formula che ricorre è quella del “nuovo umanesimo digitale”.

Il calendario regolatorio europeo aiuta a leggere la mossa. Dal 2 agosto 2026 entrerà in piena operatività l’AI Act, il regolamento dell’Unione che imporrà obblighi stringenti ai sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio in settori come banche, assicurazioni, sanità ed energia, con sanzioni fino al sette per cento del fatturato globale per le aziende non conformi. L’Italia, primo Paese dell’Unione ad aver approvato una legge nazionale sull’AI, deve trasformare il primato normativo in capacità industriale concreta. Una scommessa che si gioca anzitutto nelle metropoli.

I numeri di contesto restituiscono l’urgenza. L’Osservatorio AI del Politecnico di Milano aveva certificato per il 2024 un volume d’affari nazionale di un miliardo e duecento milioni di euro, in crescita del cinquantotto per cento. Secondo Gartner, entro il 2027 il settantacinque per cento delle aziende Fortune 1000 avrà strutture dedicate al platform engineering, contro meno del venti per cento del 2023. Il cosiddetto vibe coding, lo sviluppo software accelerato da workflow AI-native, promette riduzioni drastiche dei tempi di produzione ma impone garanzie di sicurezza, tracciabilità e conformità normativa.

Sul piano operativo la sfida sta tutta nei prossimi mesi. Sarebbe auspicabile che il Comune avviasse rapidamente progetti pilota negli uffici più strategici — Urbanistica, Servizi Civici, Mobilità — e che con il Politecnico venisse siglata una convenzione per la formazione del personale comunale sull’uso responsabile dell’AI. Entro l’autunno dovrebbero arrivare le linee guida applicative del Manifesto, capaci di tradurre i quarantacinque casi d’uso in procedure standard. Sullo sfondo, un Patto per l’Innovazione che coinvolga Assolombarda e le imprese lombarde impegnate sulla transizione digitale potrebbe completare il quadro istituzionale.