Papa Francesco entra a gamba tesa sulla querelle sui brevetti dei vaccini: un dibattito esploso dopo le dichiarazioni e a favore della deroga della protezione della proprietà intellettuale da parte del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Se ne parla al vertice informale di Oporto, in Portogallo, dell’Unione Europea. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si è detta pronta a discuterne ma ha anche aggiunto che un gesto simile non risolverà i problemi. Il Presidente della Francia Emmanuel Macron ha criticato Stati Uniti e Regno Unito di bloccare l’esportazione dei preparati verso nazioni più povere. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi insiste sul potenziamento dell’export ma invita a considerare con attenzione la proposta americana. Il dibattito è entrato nel vivo.

“Dio Creatore infonde nei nostri cuori uno spirito nuovo e generoso per abbandonare il nostro individualismo e promozione del bene comune: uno spirito di giustizia che ci mobilita per garantire l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale; uno spirito di comunione che ci permette di generare un modello economico diverso, più inclusivo, giusto e sostenibile”, ha ammonito Bergoglio in un videomessaggio ai partecipanti al Vax Live: The Concert To Reunite The World, concerto benefico organizzato da Global Citizen per sostenere la distribuzione globale equa dei vaccini. “Un cordiale saluto da questo anziano, che non balla e non canta come te, ma che crede insieme a te che l’ingiustizia e il male non sono invincibili – ha esordito il Pontefie nel videomessaggio – Il coronavirus ha causato morte e sofferenza, colpendo la vita di tutti, soprattutto dei più vulnerabili. Ti prego di non dimenticare i più vulnerabili. Non dimenticare il limite. Inoltre, la pandemia ha contribuito ad aggravare le crisi sociali e ambientali esistenti, come ci ricordate sempre voi giovani. E fate bene a ricordarlo”.

Non è la prima volta che il Papa si esprime in questa direzione sui vaccini anti-covid. “Di fronte a tanta oscurità e incertezza, – ha aggiunto il Papa – sono necessarie luce e speranza. Abbiamo bisogno di percorsi di guarigione e salvezza. E intendo una guarigione delle radici, che guarisce la causa del male e non rimane solo nei sintomi. In queste radici malate troviamo il virus dell’individualismo, che non ci rende più liberi o più uguali o più fratelli, anzi ci rende indifferenti alla sofferenza degli altri”.

Il Pontefice ha quindi fatto riferimento a un “nazionalismo chiuso” che impedisce l’internazionalismo dei vaccini. “Un’altra variante è quando mettiamo le leggi del mercato o della proprietà intellettuale sulle leggi dell’amore e della salute dell’umanità. Un’altra variante è quando creiamo e promuoviamo un’economia malata, che permette a pochi molto ricchi, a pochi molto ricchi, di possedere più del resto dell’umanità, e modelli di produzione e consumo distruggono il pianeta, la nostra ‘casa comune’ Queste cose sono interconnesse”.  Bergoglio ha ricordato quindi che “la pandemia ci mette tutti in crisi, ma non dimentichiamoci che da una crisi non usciamo uguali, oppure ne usciamo meglio o peggio. Il problema è avere l’inventiva per trovare modi migliori. Dio, medico e salvatore di tutti, consola i sofferenti, accoglie nel suo regno coloro che sono già partiti. E chiedo anche a questo Dio per noi, pellegrini sulla terra, di concederci il dono di una nuova fratellanza, una solidarietà universale, che possiamo riconoscere il bene e la bellezza che ha seminato in ciascuno di noi, per rafforzare i vincoli di unità, di progetti comuni, di speranze condivise”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.