Mi assumo tutte le responsabilità”, ma il caos che si visto da dieci giorni a questa parte sulla nomina del commissario alla Sanità in Calabria “è stato un percorso condiviso con tutti i ministri coinvolti”. Si chiude così il pasticcio calabrese per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine di una giornata, quella di martedì, che ha visto il clamoroso passo indietro di Eugenio Gaudio, l’ex rettore dell’Università La Sapienza di Roma che ha rifiutato l’incarico per “motivi personali e familiari” e il tira e molla con Gino Strada, il medico e fondatore di Emergency che in serata ha dato l’ok ad una convenzione con la Protezione civile per la gestione degli ospedali da campo in Calabria.

Il giorno più lungo per il premier si è chiuso ieri sera con una video-chiamata dal suo studio di Palazzo Chigi in cui ha fatto il punto sulla situazione ed ha ammesso gli errori compiuti nella gestione del commissariamento calabrese. “Mi assumo tutta la responsabilità di quella scelta – dice Conte – non solo del fatto che la designazione non sia andata a buon fine, ma anche la responsabilità delle precedenti nomine”.

Un pasticcio che ha provocato tensioni forti nella maggioranza, con la prima grossa frattura tra il Movimento 5 Stelle e il premier. Su questo punto Conte prova a smussare ma è costretto a fare delle ammissioni: “Non parlerei di tensione fortissima, ma di giusta preoccupazione e del forte dispiacere di non aver trovato una soluzione, la scia dei malumori non si può negare, al massimo si può smorzare”.

LA CONVENZIONE CON EMERGENCY – Arrivate le scuse, in Calabria ora si attende Gino Strada e la sua Emergency, che sarà operativa grazie ad una convenzione con la Protezione civile per gli ospedali da campo e la realizzazione dei Covid Hotel. Il fondatore di Emergency non prenderà però il posto di Gaudio come commissario: “Nei tanti colloqui di questi giorni non ha mai dichiarato di essere interessato a questo profilo e io non gliel’ho mai proposto, ritenendo non fosse interessato a trasferirsi in Calabria per ripianare la voragine dei conti”, spiega Conte.

CHI SULLA POLTRONA DI COMMISSARIO – Sulla nomina per l’erede di Cotticelli, Zuccatteli e del ‘quasi commissario’ Gaudio, il governo prende ora tempo per evitare una nuova figuraccia. In pole position sembra essere Federico D’Andrea: ex ufficiale della Guardia di Finanza, fu uno degli uomini più vicini a Gherardo Colombo ai tempi del pool di Mani Pulite, per poi collaborare col sindaco di Milano Beppe Sala e arrivare a cariche di prestigio in Telecom Italia, Olivetti e Sogei. Nel curriculum anche una nota ‘territoriale’: D’Andrea è milanese d’adozione ma calabrese di nascita.