Patrick Bruel, cantante e attore francese di 67 anni, è stato dichiarato in stato di fermo nella mattinata di oggi, lunedì 8 giugno, a causa di un’indagine in atto nei suoi confronti per violenza sessuale che, come annunciato in comunicato dalla procura di Nanterre, riguarderebbe 13 presunte vittime. Bruel, che ha respinto ogni tipo di accusa nei suoi confronti, sarà interrogato presso una delle sedi della polizia giudiziaria di Parigi, e potrebbe rimanere in stato di custodia cautelare per le prossime 48 ore, cioè fino alla mattinata di mercoledì 10 giugno.

Da diverse settimane aveva manifestato la sua disponibilità a collaborare con la giustizia per poter finalmente rispondere alle domande nell’ambito del procedimento legale, dinanzi all’autorità competente. Risponderà a tutte le domande che gli verranno poste dagli investigatori e fornirà tutti gli eleemtni che si riterranno necessari a dimostare la sua innocenza“. Questo, è quanto dichiarato dai suoi avvocati, Christophe Ingrain, Céline lsek e Fanny Colin.

Le accuse

Il sito del canale francese France Info, riporta che Patrick Bruel sarà interrogato per fornire spiegazioni circa le denunce presentate dalla sua principale accusatrice. La donna in questione è Daniela Eltsner, CEO di Unifrance, che nel 1997, ad Acapulco, avrebbe subito un tentativo di stupro da parte dell’attore francese. Alla denuncia di Eltsner, si aggiungono anche quelle di una giornalista culturale per un tentato stupro che sarebbe avvenuto a Monaco nel 2000, di una dipendente dell’etichetta discografica di Bruel per due presunti episodi tra il 2002 e il 2003, e di una donna per un presunto stupro avvenuto nel 2012 a un festival cinematografico di Dinard, in Bretagna.

Gli inquirenti di Nanterre si stanno occupando anche del dossier trasmessogli all’inizio di giugno dalle autorità belghe relativo ad una presunta violenza sessuale che una donna, all’epoca 40enne, avrebbe subito nel 2010 a Bruxelles. Non verrà invece esaminata la denuncia per stupro presentata all’inizio di maggio dalla conduttrice televisiva Flavie Flament, che ha accusato Bruel di averla violentata a Parigi nel 1991, quando all’epoca lei aveva solo 16 anni. La stessa Flament aveva dichiarato in un’intervista trasmessa su Mediapart di aver sentito “un vuoto, un blackout totale“, dopo aver bevuto un caffè a casa dell’attore.

Altre denunce che non verranno trattate dalla procura di Nanterre, sono quelle presentate nel 2019 circa il caso “massaggiatrici” e quella per stupro e violenza sessuale presentata nel 2015 da Ophélie Fjfer, CEO di Unifreance. La regista Andréa Bescond, portavoce delle vittime di violenze sessuali, ha dichiarato:”Era ora che finisse la custodia cautelare, auspichiamo un rinvio a giudizio. Sappiamo che ci vorrà del tempo. Penso alle vittime“. Sul fronte professionale, lo scorso venerdì la pressione mediatica e giudiziaria aveva indotto Bruel ad annunciare la cancellazione del suo tour estivo, che avrebbe dovuto partire da questo metà giugno a Parigi, per poi proseguire con alcune date nei principali festival europei. Inoltre, l’artista ha annullato anche la partecipazione al concerto del gruppo benefico di artisti Enfoirés.