È morto un manifestante a Lima, capitale del Perù, dopo l’esplosione di disordini e scontri contro il nuovo presidente Manuel Merino. La vittima non è stata ancora identificata. La morte del giovane è stata confermata dal Ministero peruviano della Giustizia e dei Diritti Umani. Alla famiglia, ha garantito il dicastero, sarà garantita assistenza e consulenza legale.

Il manifestante è morto a causa di una lesione cerebrale causata dall’impatto di un proiettile sparato da un’arma ancora non identificata. Secondo il quotidiano della capitale peruviana El Comercio, ci sarebbero anche altri feriti negli scontri. La polizia ha usato lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla. Una modalità denunciata da diverse organizzazioni internazionali dall’inizio delle proteste.

La tensione nelle strade del Perù è cominciata la settimana scorsa, quando il Presidente Martin Vizcarra è stato destituito dal Parlamento per “incapacità morale”. Un impeachment basato su presunte tangenti ricevute nel 2014, quando Vizcarra era governatore. “Senza essere d’accordo con la decisione presa dal Congresso, sulla quale si è imposta non la ragione ma il numero dei voti dei rappresentanti del popolo, che a quanto pare si sono dimenticati di chi rappresentano, alla fine si è arrivati a 105 voti a favore della destituzione. Oggi stesso lascio il Palazzo del Governo, oggi stesso torno al mio domicilio, nonostante ci siano innumerevoli raccomandazioni di agire per via legale per impedire questa decisione”, aveva detto in un punto stampa Vizcarra. A succedergli il Presidente del Parlamento Manuel Merino.