Non è bastato il primo turno alle presidenziali in Polonia. Il presidente uscente Andrzej Duda si è fermato al 41,8%. Il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski al 30,4%. Al terzo posto il candidato indipendente Szymon Holownia, giornalista cattolico, al 13,3%. Si va così verso il ballottaggio del 12 luglio quando si deciderà la direzione che prenderà la Polonia nel prossimo futuro.

Le elezioni erano previste a maggio ma a causa dell’emergenza coronavirus erano state rinviate. Si è votato fino alle 21:00, ora italiana. La sfida è tra due visioni contrapposte del Paese. Duda, esponente del partito Diritto e Giustizia (Pis), rappresenta il mondo populista, ultracattolico e anti-europeista – Varsavia fa parte del gruppo di Visegrad con Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. La settimana prima delle consultazioni era stato in visita lampo negli Stati Uniti e aveva incassato l’appoggio della Casa Bianca. Il presidente americano Donald Trump aveva promesso in quel caso lo spostamento delle truppe al momento in Germania. Duda ha anche declinato in formula polacca gli slogan trumpiani come il celebre “Make American Great Again”.

Trzaskowski rappresenta invece la parte liberale ed europeista del Paese. Al secondo turno il sindaco della capitale dovrà provare ad annettersi l’appoggio degli altri candidati democratici che fino a ieri, per motivi strategici, non avevano preso posizione. Centrale nel futuro del Paese l’atteggiamento verso l’Europa: la Polonia era andata in attrito con Bruxelles in diverse occasioni, soprattutto come accaduto per le violazioni dell’autonomia del potere giudiziario.