Il giorno prima della riapertura del parco archeologico arriva l’annuncio di una nuova scoperta. Un fiore bianco su una parete nera e un nome femminile, “Mummia“, inciso sul muro ad altezza di bimba,  potrebbero far luce sui facoltosi proprietari di una grande villa suburbana che con le sue terrazze arrivava fino al mare. La villa, infatti, apparteneva forse a un esponente dei Mummii, famiglia importantissima a Roma, la cui presenza non era mai stata attestata a Pompei.

È la nuova incredibile proveniente dai lavori archeologici in corso nel sito. Gli scavi, ripresi da qualche giorno, stanno interessando un terreno subito a nord della colonia romana, requisito, grazie ad un’azione congiunta con la Procura di Torre Annunziata e i carabinieri, a un tombarolo locale. Pareti dipinti e la volta intatta di un grande criptoportico fanno pensare si tratti, spiega all’Ansa il direttore del Parco Osanna, di un grande e raffinato complesso di età augustea.


Che ora verrà riportato alla luce con i fondi ordinari del Parco. E alla fine, assicura Osanna, verrà aperto alle visite.