Il Ponte Genova San Giorgio, la struttura ideata da Renzo Piano per sostituire il viadotto sul Polvera crollato il 14 agosto 2018 provocando la morte di 43 persone, già dal 5 agosto sarà percorribile. Lo hanno annunciato il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco e commissario Marco Bucci. “Avevamo promesso di restituirlo alla città nel minor tempo possibile quando nessuno ci credeva. Noi ci abbiamo sempre creduto e così è stato: avanti Liguria”, commenta Toti sui social, mentre il primo cittadino lo ha annunciato nel corso del rituale appuntamento sui social A colazione col sindaco’:  “Il Ponte Genova San Giorgio sarà aperto al traffico dal 5 agosto, 48 ore dopo l’inaugurazione”.

Il ponte sarà inaugurato il prossimo 3 agosto e sarà intitolato a San Giorgio, con la sua croce che è l’antico simbolo della repubblica marinara di Genova. Ieri sono terminate le prove di carico del collaudo statico del viadotto, la cui inaugurazione è prevista per il tre agosto.

DOMANI LO SCIOPERO – Nella giornata di venerdì 24 luglio è previsto la mobilitazione dei sindacati dei trasporti, che scenderanno in piazza in occasione dello sciopero generale indetto da Filt Cgil e Uiltrasporti. Una protesta che segue quella del comitato “Salviamo Genova e la Liguria” dello scorso martedì.

“Pretendiamo una gestione delle infrastrutture liguri che garantisca un futuro al nostro territorio e qualità del lavoro ai suoi addetti – dichiarano i segretari di Filt Cgil e Uil trasporti Laura Andrei e Roberto Gulli, citati dall’Agi – Servono in tempi rapidi il Terzo Valico, il Nodo ferroviario genovese, il raddoppio della linea Genova Ventimiglia, la Pontremolese, le connessioni con la piattaforma di Vado”. I sindacati sottolineano che “la situazione delle autostrade e’ disastrosa e vanno completate celermente e in sicurezza le opere di manutenzione alle gallerie, ponti e viadotti per riaprire le corsie autostradali sulle quali viaggiano giornalmente migliaia di autisti di mezzi pesanti che garantiscono la mobilità di merci e persone”: a tal fine, spiegano i segretari, “serve un coordinamento regionale degli enti locali, in un’ottica di sistema, per migliorare il trasporto pubblico delle persone su gomma e su ferro, anche attraverso una riprogrammazione efficace dei flussi attraverso piani urbanistici e risorse adeguati”.