Lo scaffale
Quando le Falkland divennero (per poco) Malvinas, il racconto di Paolo Argentini e Mauro Feliziani
Forse Donald Trump vorrebbe innescare un ennesimo focolaio di crisi a proposito delle isole Falkland, le Malvinas un tempo argentine: per dare un colpetto alla Gran Bretagna, il capo americano penserebbe ad un aiuto agli argentini per una “riconquista” di quell’arcipelago che i soldati di Buenos Aires vollero riprendersi nel 1982, perdendo quella breve guerra. Fu una vicenda molto drammatica, che per qualche settimana tenne il mondo col fiato sospeso. La vicenda viene rievocata in un bellissimo e agevole libro di Paolo Argentini e Mauro Feliziani (“Malvinas”, Il Millimetro), due giornalisti (conosciamo quest’ultimo, cronista per tanti anni a Telemontecarlo, poi La7) che hanno voluto rendere omaggio a un altro grande giornalista, Ricardo Pereira, brasiliano, scomparso nel 2024.
Pereira, che fu anche direttore di Telemontecarlo, era un giornalista incredibile, di quelli che vanno a scovare le notizie in mezzo mondo. Inviato alle Malvinas nel 1983, cioè un anno dopo il conflitto, trovò un diario di un soldato argentino di chiare origini italiane, Adrián Oscar Sachetto, dove venivano raccontati i giorni tremendi della presa delle Falkland, diventate Malvinas, e la controffensiva britannica. Pereira non dimenticò mai quegli avvenimenti e quel soldato. Che riuscì a ritrovare decenni dopo.
Da tutto questo nasce il racconto di una guerra che oppose un’Argentina alla ricerca di una forte ragione patriottica – era l’Argentina post Videla ma ancora dominata dai militari – in un clima già molto nazionalistico (Maradona ne era il simbolo) contro la Gran Bretagna arcigna e inflessibile di Margaret Thatcher: un po’ Davide contro Golia. Il racconto della battaglia di Goose Green, piccola zona strategica dove si risolse il conflitto, è molto emozionante. Questo libro di Argentini e Feliziani rievoca quella storia lontana. Che, per i giri strani della Storia, torna alle cronache della politica mondiale.
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