Sempre più alta la tensione tra Stati Uniti e Iran. In un raid americano vicino all’aeroporto di Baghdad è stato ucciso il generale Qassem Soleimani, uno degli uomini più importanti del regime iraniano, leader delle forze di elite di Teheran. Sono almeno 12 i morti nel raid americano che ha portato all’uccisione del generale iraniano Soleimani. Secondo quanto riporta l’agenzia russa Tacc, le vittime dell’esplosione, avvenuta nei pressi dell’aeroporto internazionale, sono militari, mentre diversi civili sarebbero rimasti feriti.

Il dipartimento della Difesa americano ha comunicato che Soleimani è stato ucciso perché “stava attivamente sviluppando piani per attaccare diplomatici Usa e membri dei servizi in Iraq e in tutta la Regione”. Ora il rischio è quello di una vendetta da parte dell’Iran come ha già sottolineato il leader supremo iraniano, l’ayatollah Khamenei che ha detto che una “dura ritorsione attende gli Stati Uniti” dopo l’attacco. Khamenei ha proclamato tre giorni di lutto nazionale esprimendo su Twitter le sue condoglianze.

Il Pentagono ha reso noto che le forze militari statunitensi hanno ucciso il generale Qassem Soleimani sotto la direzione del presidente Usa Donald Trump. “Sotto la direzione del presidente, l’esercito americano ha intrapreso azioni difensive decisive per proteggere il personale americano all’estero uccidendo Qasem Soleimani, capo della Forza Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, un’organizzazione straniera dichiarata terrorista dagli Stati Uniti”, afferma la dichiarazione. Secondo Washington, dunque, l’attacco ha cercato di prevenire “futuri attacchi iraniani” contro diplomatici e militari statunitensi.

LE REAZIONI – Dopo il raid americano all’aeroporto di Baghdad in Iraq, che ha portato alla morte del generale iraniano Qassem Soleimani, il presidente Donald Trump ha twittato la bandiera Usa a stelle e strisce.

Mentre il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha pubblicato su Twitter un video che mostra un corteo di persone sfilare lungo una strada sventolando una lunga bandiera irachena dopo il raid Usa. “Gli iracheni-iracheni ballano in strada per la libertà; grati che il generale Soleimani non ci sia più”, ha scritto Pompeo.

 “I cittadini americani partano per via aerea dove possibile, altrimenti raggiungano altri paesi via terra”. Così recita la nota rilasciata dall’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad che sollecita i propri cittadini a “lasciare l’Iraq immediatamente”.

Anche il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha twittato definendo il raid americano che ha ucciso a Baghdad il generale Qassem Soleimani un “atto di terrorismo internazionale” e una “stupida escalation”.

Minaccia vendetta invece il presidente iraniano Hassan Rohani, a seguito dell’uccisione a Baghdad del generale Qassem Soleimani in un raid americano. “Non c’è dubbio che la grande nazione dell’Iran e le altre nazioni libere della regione si vendicheranno dall’orribile crimine commesso dagli americani”, sono le parole del presidente in una nota pubblicata sul sito ufficiale del governo. Il primo ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi ha definito “un’aggressione contro l’Iraq” il raid americano che ha portato all’uccisione del generale iraniano. In un messaggio ufficiale ha inoltre avvertito che l’attacco determinerà “una pericolosa escalation” che “scatenerà una guerra devastante in Iraq e nella regione”. Il premier ha poi sottolinato come Soleimani sia stato “uno dei principali simboli della vittoria contro i militanti dello Stato islamico”.

Intanto il pubblico di Twitter e dei social commenta la notizia della morte di Soleimani e dell’attacco sferrato in Iraq da parte degli Stati Uniti con l’hashtag #WWIII, ovvero World War 3. Il rischio è quello che alle porte si intraveda una terza guerra mondiale, cominciando così questo 2020 con nuove tensioni planetarie e venti di guerra.

NOMINA DEL VICE SOLEIMANI – Il capo supremo dell’Iran Ali Khamenei si è subito attivato per la nomina del vice comandante della forza Quds dopo la notizia della scomparsa di Soleimani. Esmail Ghaani è il nuovo capo dell’unità, secondo quanto riferito dall’agenzia stampa Tasnim: “In seguito al martirio del glorioso generale Haj Qasem Soleimani, nomino il generale di brigata Esmail Ghaani comandante della Forza Quds del Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica”, ha dichiarato l’ayatollah Khamenei in una nota affermando che il programma della forza rimarrà inalterato sotto il nuovo comandante.