Maggioranza e opposizione, per la prima volta, sono d’accordo: i soldi in arrivo dall’Europa vanno spesi e bene. Il problema, semmai, è capire come. O, peggio ancora, chi dovrà decidere quanto e dove investire la cifra monstre di 209 miliardi, tra prestiti e contributi a fondo perduto. Sul punto c’è molta incertezza, soprattutto sull’idea del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di creare una task force apposita. Una prospettiva che fa storcere il naso a tutti, soprattutto nella coalizione di governo, anche se ufficialmente nessuno ha rotto la nuova ‘luna di miele’ post-negoziato Ue. A taccuini chiusi, invece, il mood è diverso. “Così accentra ancora su Palazzo Chigi le decisioni importanti”, lamenta un Cinquestelle di alto rango. Anche se Luigi Di Maio prova a spegnere gli ardori, rilanciando l’idea di costruire proprio con Conte il Movimento del futuro, “spalla a spalla”, assieme a elementi importanti come Roberto Fico, Paola Taverna e altri.

Il presidente dell’assemblea di Montecitorio, però, aspetta segnali importanti dal governo, di rispetto della centralità delle Camere, che dovranno “indirizzare l’esecutivo sulle priorità per il Paese e sugli obiettivi e gli strumenti per raggiungerli” con le risorse del Recovery fund. Perché “il Parlamento è la prima task force degli italiani”, ricorda Fico ad alta voce. L’idea che ha in mente la terza carica dello Stato è chiarissima: “Dobbiamo sviluppare al meglio la nostra capacità di progettare ed esprimere una visione di Paese da qui ai prossimi anni. Possiamo farlo per esempio alla Camera con l’istituzione di una commissione speciale Recovery“. Una proposta che sembra andare nella stessa direzione imboccata dal Partito democratico a Palazzo Madama. I senatori dem, infatti, sono pronti a presentare una mozione “per istituire una commissione straordinaria sull’Investment Review”.

Una soluzione del genere andrebbe incontro anche alle richieste avanzate dalla minoranza, in particolare da Forza Italia, che propone una bicamerale con il compito di indicare le poste di spesa delle risorse provenienti da Bruxelles. “Chiediamo al governo che l’opposizione, pur nella distinzione dei ruoli, sia davvero coinvolta nelle decisioni che disegneranno l’Italia del futuro”, dice Silvio Berlusconi, che ha supportato Conte e i ministri nel braccio di ferro europeo, ma ora vuole capire da vicino come saranno utilizzati i fondi Ue. E non solo, visto che ai suoi ha già dettato la linea sul nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi approvato nell’ultimo Cdm: “Non si vota a scatola chiusa, prima vogliamo sapere cosa intendono fare coi soldi”. Posizione paritetica a quella di FdI, che vuole avere “nero su bianco” la ‘lista della spesa’, “poi dirò loro se dico sì o no”, avverte Giorgia Meloni. Mentre Matteo Salvini fa una controposta: “L’eventuale appoggio della Lega dipende dal fatto che il governo e la maggioranza accolgano le nostre proposte sull’anno bianco fiscale e interventi su scuola e disabilità”. Le pedine sono sulla scacchiera, ora tocca a Conte fare la prima mossa.