È la terza richiesta di extra deficit dopo i 20 miliardi del dl Cura Italia e i 55 del dl Rilancio. Il Consiglio dei ministri ha dato il il via libera a una richiesta di deficit aggiuntivo che porterà il livello dell’indebitamento netto dal 10,4% all’11,9% mentre il debito salirà dal 155,7% al 157,6%. Quindi il governo chiederà di procedere a un ulteriore ricorso di indebitamento di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi di euro nel 2023, 5 miliardi di euro nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi dal 2026. È quello che si è emerso dal Consiglio dei ministri andato avanti nella serata di ieri.

Il nuovo sforamento è stato deciso sulla scia del negoziato sul Recovery Fund europeo – che in Italia porterà 209 miliardi – nel vertice dei capidelegazione e dei responsabili economici dei partiti di maggioranza con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il via libera in Parlamento è previsto per mercoledì 29 luglio. Nessuna decisione invece sul rinnovo dello Stato di Emergenza, in scadenza il 31 luglio, fino al prossimo 31 ottobre. Priorità anche alla Cassa Integrazione: si va verso la proroga per altre 18 settimane per la quale serviranno tra i 6 e gli 8 miliardi di euro. Verranno introdotti dei paletti per l’accesso alla stessa. In alternativa le imprese potranno contare su meccanismi di incentivi per le nuove assunzioni, sotto forma di decontribuzione.

Proroga anche per il blocco dei licenziamenti, ma solo per le aziende che utilizzano la cassa integrazione. In arrivo anche un rafforzamento del Fondo di garanzia per le pmi. Nel prossimo decreto dovrebbe esserci anche una norma per prorogate lo smart working anche nel settore privato. Sul fronte fisco, il governo intende “alleggerire” i versamenti delle tasse rinviate a settembre per le imprese più colpite con una sforbiciata che dovrebbe valere circa 4 miliardi e una rimodulazione delle scadenze. Sul piatto anche ulteriori 2,8 miliardi da destinare alle regioni per coprire il buco delle entrate e circa 2 miliardi per i comuni. Il Cdm ha anche approvato una deliberazione motivata che autorizza il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ad adottare l’ordinanza concernente l’inizio delle lezione e l’avvio delle attività di integrazione ed recupero degli apprendimenti per il prossimo anno scolastico.