Alla voce “frugale” dalla Treccani si legge “parco, sobrio, detto di persona moderata e semplice nel mangiare e nel bere e del vitto stesso”. È stato tradotto così, letteralmente, dall’inglese “frugal”, che vuol dire più precisamente “parsimonioso”. L’aggettivo è stato usato per la prima volta dal Financial Times per indicare Austria, Danimarca, Olanda e Svezia. E quindi il fronte che hanno formato in Europa nel negoziato sul Recovery Fund.

“Una coalizione nata per durare” scrive il Corriere della Sera. Definiti anche “nordici” o “anseatici”, si tratta di piccole economie, efficienti, strutturate che si contrappongono ai cosiddetti Paesi del Sud europa. I benefici che Olanda e Austria ogni anno ottengono dal mercato europeo è di circa 5.000 euro per abitante, che contribuiscono con meno di 500 euro. I Paesi del Sud, opposti ai “frugali”, ottengono 2.000 e contribuiscono con poco meno dei 500 dei nordici.

Il faccia a faccia prosegue ormai da quattro giorni a Bruxelles in quello che è ormai diventato il Consiglio Europeo più lungo della storia. A capo della lega “frugale” c’è Mark Rutte, premier olandese, leader del Vvd, parito conservatore-liberale europeista, alleato a Bruxelles con l’italiano +Europa. Rutte sta conducendo da giorni una sorta di faccia a faccia, con toni anche duri, con il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte (“Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte – ha detto il premier italiano – in realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea”).

Sebastian Kurz, primo ministro austriaco, del Partito Popolare, conservatore, fa parte del Partito Popolare Europeo (Ppe), come Forza Italia. Al vertice di Bruxelles si è espresso diverse volte senza mezzi termini: “Le economie del sud sono kaputt”. Matt Frederiksen è la prima ministra danese, partito socialdemocratico, centrosinistra. Stefan Löfven è il premier svedese, socialdemocratico. A questi si è affiancata – per via della comunione di vedute su alcuni temi – la prima ministra finlandese Sanna Marin, socialdemocratica.

I quattro leader avevano scritto una lettera al FT nella quale hanno spiegato le loro ragioni. La lega chiede una riduzione dell’importo totale del Recovery Fund, più prestiti e l’inserimento di un freno d’emergenza: uno strumento attraverso il quale un Paese può bloccare l’erogazione di fondi verso un altro e chiedere l’intervento del Consiglio Europeo. I frugali sono infastiditi dall’atteggiamento della Francia ma soprattutto da quello della Germania. L’accordo della cancelliera Angela Merkel con il presidente francese Emmanuel Macron per aprire alle richieste di Italia e Spagna sul Recovery è stato visto alla stregua di un tradimento.