La voglia di discutere e controbattere agli scherzi non gli manca. Matteo Renzi, nella sua newsletter, ha sfidato i politici che lo hanno irriso per come parla le lingue. Una polemica non proprio dirimente che si trascina in realtà da anni, dal suo “first reaction: shock” diventato virale sui social, ma che adesso si è rinvigorita dopo alcuni recenti interventi in inglese su Sky Uk, Bloomberg e una in francese “contro la Le Pen”. Interviste che sono aumentate dopo il suo ingresso come consigliere strategico nel Tony Blair Institute.

Renzi sfida a un dibattito tv i politici che scherzano su di lui: “Scegliete la lingua”

Ma Renzi non è tipo da lasciar passare, se punto nell’orgoglio. E quindi nella sua e-news attacca: “A quei politici che fanno battutine sulla mia capacità di parlare le lingue (da buon italiano, mi arrangio, lo so) rinnovo l’invito: facciamo un dibattito tv. In inglese, in francese, in italiano. Scegliete la lingua, il posto e l’argomento: io non mi tiro indietro, mai”.

Nel testo mandato ai suoi sostenitori, il leader di Italia Viva riassume tutte le sue interviste recenti, per poi elencare i prossimi impegni istituzionali e non che lo vedranno protagonista: “Mercoledì 17 interverrò in Senato nel dibattito sulla sanità e nel fine settimana parteciperò a un evento a Ponza”. L’ex presidente del Consiglio ha poi ricordato come sia “in corso la campagna di tesseramento a Italia Viva che terminerà il 30 settembre”. “Abbiamo chiesto a tutte le strutture territoriali di attivarsi per le prime iniziative finalizzate a raccogliere le firme per l’autonomia differenziata: a questo proposito il 25 luglio, alle 11, a Napoli parte la nostra campagna nazionale” conclude Renzi.

Renzi e l’occhio all’India dopo il matrimonio dell’erede del magnate

Nella sua newsletter, Renzi ha poi commentato l’attualità internazionale, soffermandosi sull’India: “Molti commentatori dicono che il ventunesimo secolo sarà il secolo asiatico. Io dico che il prossimo decennio sarà quello indiano. Mille contraddizioni, certo: il Paese più popoloso al mondo, ancora tanta povertà, ingiustizie sociali. Ma anche una realtà straordinaria che vede l’esplosione del talento di tanti ragazzi giovani, non solo ingegneri, e un dinamismo inimmaginabile vent’anni fa. Senza dimenticare il valore di una democrazia che avrà pure tanti limiti ma che comunque funziona”. L’ex premier ha scritto la sua lettera “nel volo di ritorno da Mumbai” dove insieme alla moglie Agnese ha trascorso “gli ultimi tre giorni” partecipando tra l’altro “a una cerimonia nuziale in abiti tipici”. L’occasione è stato il matrimonio tra Anant Ambani, erede dell’ uomo più ricco d’Asia, e Radhika Merchant, figlia dei magnati farmaceutici Viren e Shaila Merchant.

“Dopo gli anni della crisi per la vicenda marò – risolta con molta fatica ma risolta senza fanfare e squilli di trombe, senza accoglienze all’aeroporto e senza speciali TV in prima serata – le relazioni tra i nostri Paesi sono molto cresciute. E l’ottimo rapporto personale tra i capi dei due Governi, Meloni e Modi, potrebbe essere un grande aiuto nell’incrementare lo scambio economico, commerciale, educativo e culturale”, aggiunge Renzi, per cui “il Governo dovrebbe mandare una volta al mese una missione in India (come facemmo noi, otto anni fa, con Ivan Scalfarotto per la Cina) e che anche Confindustria, le Regioni più forti e le associazioni di categoria dovrebbero fare di più. Dire India significa richiamare tradizioni ma oggi dire India significa soprattutto costruire un futuro. Facciamolo adesso, non aspettiamo che sia troppo tardi”.

Renzi e l’attentato a Trump: “Spero si abbassino i toni negli Usa”

Poi spazio anche a ciò che succede negli Stati Uniti: “L’attentato a Donald Trump, fortunatamente fallito, dice molto della crisi profonda in cui versa la politica americana. La radicalizzazione, l’estremismo, l’esasperazione permettono alle menti malate di usare la violenza, specie in un Paese in cui la lobby delle armi è così politicamente forte da non temere mai nessuna elezione. Mi piace pensare che ciò che è successo possa aiutare il dibattito pubblico americano a recuperare una dimensione di civiltà, di rispetto, di dialogo”.

“Proprio in questi giorni indiani, parlavamo con John Kerry che ci spiegava come la politica a stelle e strisce fosse profondamente diversa almeno fino agli anni Novanta. Vedremo se la convention repubblicana di Milwaukee sarà l’occasione per Trump per iniziare a cambiare il proprio linguaggio e cercare di assumere un tono più moderato, come lui stesso ha fatto capire nelle ultimissime ore” ha aggiunto Renzi. “Ieri Biden è stato molto serio nel messaggio televisivo dalla Sala Ovale. Speriamo che siano segnali di una campagna elettorale diversa, una campagna che abbassi i toni e alzi il livello. È difficile ma non impossibile” ha concluso l’ex premier italiano.

Redazione

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