I numeri sono impressionanti. Tre anni di chiusura parziale della strada, di cui 7 mesi di blocco totale di ogni tipo di traffico, pedonale e automobilistico. Ma il municipio II riesce ad acquistare di tasca propria dei jersey per permettere il transito prima ai passanti, poi per la riapertura parziale a una corsia della strada per macchine e moto. Ma il crollo del tratto delle Mura Aureliane rimane, esattamente come le ingombranti impalcature che puntellano la struttura.

Rino Fabiano, assessore all’Ambiente, al Verde e allo Sport del Municipio II, continua a fare da megafono del grido di appello degli abitanti di San Lorenzo. “È passato troppo tempo, e la scusa del Covid non sta più in piedi”, racconta così con amarezza le lungaggini burocratiche che hanno fin troppo dilatato i tempi di intervento e costretto i cittadini a rimanere ostaggi. “Innanzitutto chiediamo al dottor Presicce (Dirigente Beni Culturali e Ambientali del Comune e Responsabile dell’Ufficio di scopo ‘Mura Aureliane’ ndr.) una risposta che troppe volte è stata elusa, e poi tempi certi per la riapertura”.

Al bando di gara per cui sono stati stanziati 1.3 milioni di euro però, non sono seguiti immediatamente i lavori: “La sovrintendenza stessa ha fatto la gara. È diventata un ente che c’è ma non si vede“. Fabiano ricorda che ieri, 9 gennaio, sarebbero dovuti iniziare finalmente i lavori ma ovviamente è rimasto tutto immobile: “San Lorenzo è diventato un quartiere bloccato anche per quanto riguarda i mezzi pubblici. Ben quattro sono le linee autobus deviate dal crollo, compreso il 71, bus usato in gran parte dai residenti ‘storici’ del quartiere”.

Oltre ai disservizi, continua Fabiano “è in ballo anche la sicurezza dei cittadini. Dopo la chiusura della strada è stato lasciato un unico marciapiede che corre sotto ai palazzi. Ma tra i pedoni che vi passeggiano e le auto non c’è nessuna barriera, nessuna perimetrazione di sicurezza. Questa è una situazione non più sostenibile”. Anche il verde ne ha fortemente risentito, infatti, il viale che caratterizzava questa zona del quartiere è scomparso: “Venti alberi sono stati fortemente intaccati dal crollo tanto da dover essere abbattuti, altrettanti poi sono morti perché non curati” e al posto di essi vengono ‘piantati’ cartelloni pubblicitari con tanto di cemento a rimpiazzare le aiuole. Il tema di un verde godibile nel quartiere è molto sentito proprio perché, al confronto con altri municipi, meno prosperoso: “Anche l’area giochi in villa Mercede per i bambini è chiusa per il crollo. Da tre anni non hanno uno spazio a loro dedicato. Urge ridare dignità all’intero quartiere“.

Nemmeno l’arrivo del lussuosissimo club privato Soho House è riuscito a far partire i lavori. I facoltosi clienti (che pagano una quota annuale fino a 2.200 euro per i servizi di hotel, appartamenti a lunga permanenza, bar, spa e molto altro) sono costretti alla stessa vista di tutti i residenti e passanti della zona: un muro di impalcature, dove si accumulano rifiuti portati dal vento e abbandonati da incivili, che ostruisce il passaggio e impedisce di godere del monumento più grande della Capitale, le Mura Aureliane.

Quando inizieranno i lavori sul muro di contenimento di Villa Mercede, crollato tre anni fa e ancora protetto dalle transenne? E per quale motivo sono ‘spuntate’ transenne anche lungo le Mura Aureliane, a largo degli Anamari, tra via dei Frentani e piazzale di Porta Tiburtina? Sono queste le due domande nella lettera rivolta alla sovrintendente capitolina Maria Vittoria Marini Clarelli e al responsabile dell’ufficio di scopo Mura Aureliane, Claudio Parise Presicce, che Fabiano fa a nome di tutto il II municipio.

“Ogni giorno in più che si perde è un giorno in meno per la salute delle Mura Aureliane e per quella di tutti i cittadini che ci abitano davanti. Lo stesso vale per Villa Mercede e la riparazione del muro di cinta crollato ormai tre lunghi anni fa. Interpreto con questa lettera un legittimo sconforto e una pretesa di chiarimenti che i cittadini e le cittadine di San Lorenzo attendono da troppo tempo”.

I nastri gialli comparsi “lungo un’ampia porzione di mura”, scrive nella lettera Fabiano – inviata per conoscenza anche all’assessora Sabrina Alfonsi e alla presidente del II, Francesca Del Bello – rappresentano una cantierizzazione di cui evidentemente nessuno, ai piani più ‘bassi’, è stato informato: “Rappresentano sovente luoghi di degrado – si allarma l’assessore – così come già avvenuto in prossimità della Torre F9 e quindi si richiede un’assidua attenzione e un intervento di ripristino del decoro”.

Riccardo Annibali