Da domani stadi aperti in tutta Italia per le partite di serie A, per un massimo di 1000 spettatori . È quanto si apprende al termine della videoconferenza convocata dal ministro Francesco Boccia, con i colleghi di governo Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Presenti anche i governatori Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio, Fontana.

Si lavora – secondo quanto riferito – da qui al 7 ottobre per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo Dpcm, anche in base alle valutazioni della curva epidemiologica del ministero della Salute e del Cts, dopo l’apertura delle scuole. L’obiettivo è definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.

“Una sperimentazione per le prossime aperture”. Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, definisce la decisione di aprire da domani tutti gli stadi di A a un massimo di mille spettatori. “Al fine di non fare disparità tra le squadre e come sperimentazione in vista delle prossime aperture – sottolinea Spadafora, commentando con soddisfazione la direttiva emersa dal vertice coi ministri Boccia e Speranza e la conferenza delle Regioni – , ho chiesto che la decisione” dell’apertura al pubblico da parte di alcune Regioni “venisse estesa a tutto il territorio nazionale”. L’obiettivo, ispirato in ogni caso alla cautela, è “definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti” per tutti gli sport

La decisione è avvenuta dopo che anche il Veneto ha deciso di riaprire stadi e palasport: mille tifosi potranno assistere agli eventi sportivi all’aperto e 700 in quelli al chiuso, previa assegnazione dei posti a sedere. Dopo poco anche la Lombardia ha deciso di seguire il Veneto. L’Emilia Romagna è stata la prima regione a decidere per la riapertura e sembra che anche il Piemonte sia intenzionato a fare altrettanto.

L’ordinanza nel Veneto firmata da Luca Zaia sarebbe valida fino al 3 ottobre e da precise disposizioni di comportamento per i tifosi negli stadi: “hanno l’obbligo di occupare per tutta la durata dell’evento esclusivamente i posti a sedere specificamente assegnati, con divieto di collocazione in piedi e di spostamento di posto, assicurando tra ogni spettatore seduto una distanza minima laterale e longitudinale di almeno un metro”. E in più dovranno indossare la mascherina per tutta la durata della loro permanenza dello stadio. Vietati invece striscioni e bandiere. A questo si aggiunge che dovrà essere rafforzata la sorveglianza per meglio vigilare che le norme siano rispettate e controllare la temperatura dei tifosi all’ingresso.

Alla luce del Dpcm del 7 agosto scorso, prorogato fino all’8 ottobre, “sussistono i presupposti — si legge nel testo — per autorizzare… lo svolgimento delle partite dei campionati nazionali alla presenza del pubblico nel rispetto delle disposizioni specificate nel dispositivo”.