“Sarebbe giusto se il governo riconvocasse i presidenti di Regione e prendesse una decisione laica sulla riapertura delle scuole”. È l’appello che arriva da Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni e della Regione Emilia Romagna, commentando ospite del Tg3 il tasso di contagio nazionale al 17,6%, che ha portato gli esperti a consigliare prudenza nella riapertura delle scuole

“Noi eravamo e siamo favorevoli a riaprire il 7 gennaio, i nostri studenti stanno pagando un prezzo altissimo. Eravamo pronti a partire con le presenze al 75%, ma mi sono fatto carico delle preoccupazioni dei miei colleghi e abbiamo proposto di partire al 50% – ha spiegato Bonaccini – Se ci sono preoccupazioni dobbiamo trovarci, discutere e capire cosa vuole fare il governo: bisognerà decidere nelle prossime ore”. 

Bonaccini ha commentato anche la prossima scadenza, il 6 gennaio, del decreto con le misure restrittive delle festività natalizie, che farà ripartire il ‘balletto’ della divisione del Paese in fasce e colori, giallo, arancione e rosso. “Più che sulle fasce di colori bisognerebbe rivedere i parametri”, ha sottolineato il presidente dell’Emilia Romagna, ribandendo così la volontà dei governatori di modificare i 21 parametri che vanno a formare l’algoritmo che ‘decide’ le restrizioni.

Sul tema scuola restano sullo sfondo una serie di problematiche ancora irrisolte quando mancano solo 5 giorni all’attesa riapertura. Gli orari stravolti per consentire il doppio orario di ingresso come verranno gestiti dai collaboratori scolastici che dovranno assicurare vigilanza e igiene in lunghi turni di lavoro? Per i dirigenti scolastici è impossibile trovare altro personale per aprire più a lungo gli istituti, tanto che diverse Regioni (Molise, Veneto, Emilia Romagna, Basilicata) hanno bocciato la richiesta del governo e avranno un orario di ingresso unico.

In prima fila nella linea dura contro la riapertura c’è Vincenzo De Luca: il governatore campano sul tema della scuola è da mesi allo scontro con l’esecutivo e in particolare con la la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Sento che si parla della riapertura dell’anno scolastico il 7 gennaio, queste sono cose che mi fanno impazzire. Come si fa a dire ‘si apre’ senza verificare il 3, il 4 gennaio la situazione? In Campania non apriamo tutto il 7”, aveva detto De Luca lo scorso 28 dicembre. 

Dubbi avanzati anche dai colleghi presidenti di Lazio e Veneto, Zingaretti e Zaia, che per ora sembrano intenzionati a seguire la linea dell’esecutivo. In Puglia invece Michele Emiliano sarebbe propenso a confermare l’ordinanza regionale che consente ai genitori degli alunni di scuola primaria e secondaria di scegliere tra le lezioni in presenza o la didattica a distanza.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.