Sabato 18 luglio gli Europeisti tornano protagonisti. Dopo il sorprendente pienone registrato il 15 giugno al Teatro Franco Parenti di Milano, riecco la formazione coordinata da Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e Sergio Scalpelli. Stavolta a Roma, al Centro Congressi Cavour, a pochi passi dalla stazione Termini. Non sarà una semplice replica dell’esordio milanese, ma il passaggio dalla chiamata alle armi alla costruzione della macchina organizzativa.

Il programma è denso. L’idea è mettere a terra il progetto, definire il metodo di lavoro, organizzare la presenza sul territorio e predisporre la campagna politica d’autunno. La parte più difficile: quella nella quale gli applausi devono diventare iscrizioni, gruppi territoriali, iniziative e capacità di mobilitazione. Piercamillo Falasca indica i primi numeri e fissa l’obiettivo: «A partire dall’assemblea del comitato promotore di sabato 18 luglio, Europeisti.eu si dà una struttura organizzativa. Sono già quaranta gli hub territoriali in fase di attivazione. L’obiettivo è arrivare a cento entro l’autunno».

La piattaforma ha già aperto una rete di hub destinata a organizzare la presenza europeista nelle diverse aree del Paese. «Non stiamo costruendo l’ennesimo partito», chiarisce Falasca. «Stiamo mettendo a disposizione del nascituro polo europeista un’infrastruttura politica, culturale e organizzativa per allargare il perimetro del consenso e coinvolgere forze civiche e amministrative, realtà alle quali i partiti non sempre sanno arrivare. A me piace chiamarla una piattaforma servente».

Il primo banco di prova arriverà già a ottobre. Europeisti.eu prepara una grande mobilitazione nazionale contro la disinformazione di matrice russa e contro le interferenze straniere nel dibattito pubblico italiano. «È già forte e colpirà violentemente nella prossima campagna elettorale», sostiene Falasca.

Sul tema è stato costituito un tavolo di lavoro con esperti del settore e con il senatore di Azione Marco Lombardo, promotore insieme a Carlo Calenda di una proposta per la costruzione di uno “scudo democratico” contro le ingerenze straniere. Ma la vera battaglia di Europeisti.eu resta quella contro la trappola del cosiddetto voto utile. L’argomento è noto: davanti alla polarizzazione tra destra e campo largo, qualunque soggetto autonomo sarebbe destinato a disperdere consensi o ad agevolare la vittoria dell’avversario.
Falasca respinge questa lettura recuperando la tradizione socialista e socialdemocratica della Prima Repubblica: «Se i socialdemocratici di Saragat prima, e poi il Psi di Nenni e Craxi, si fossero rassegnati alla logica del “o di qua o di là”, l’Italia sarebbe passata nel blocco sovietico. Invece hanno rivendicato la loro autonomia e hanno salvato l’Italia euro-atlantica e la sua modernizzazione».
Intanto, su un binario parallelo, continua a crescere Spazio Pubblico, il movimento promosso da Pina Picierno. La vicepresidente del Parlamento europeo, passata nel giugno 2026 al gruppo Renew Europe, risulta ufficialmente indicata dall’Eurocamera come rappresentante italiana di Spazio Pubblico.
Oggi, mercoledì 15 luglio, alle 15.30, davanti al dipinto Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, Picierno e i rappresentanti di Adesso! annunceranno la confluenza del movimento in Spazio Pubblico. La scelta del luogo è evidentemente simbolica: il quadro del movimento operaio per presentare un’alleanza che vuole riportare al centro salari, mobilità sociale e condizioni materiali delle nuove generazioni.
Adesso! è nato nel giugno 2023. Il movimento, fondato anche dall’editore e attivista Tomaso Greco, si rivolge soprattutto a quella “generazione sospesa” alla quale erano state promesse prosperità e mobilità, ma che si è trovata davanti precarietà, salari stagnanti e carriere bloccate.

«Abbiamo oltre 65 mila persone che hanno deciso di seguirci online e una presenza nelle grandi città e in diversi territori», spiega Greco. «Ma abbiamo sempre scelto di restare un movimento agile. Non abbiamo vissuto soltanto sui social: abbiamo organizzato assemblee a Milano, Roma e in altre città. Il 12 giugno, a Milano, hanno partecipato più di quattrocento persone».
Europeisti.eu, Spazio Pubblico, Adesso!: sigle differenti, percorsi ancora distinti, ma un medesimo tentativo di riempire lo spazio dei riformisti. A queste iniziative si aggiunge la Federazione dei Riformatori, che ha preso le mosse ieri al termine di quattro ore di confronto in videocollegamento. A coordinarla è Alfredo Venturini, insieme con Mauro Del Bue, Gianni Crema, Oreste Pastorelli, Biagio Marzo e Claudio Signorile. Un’altra rete che prova a riunire tradizioni socialiste, socialdemocratiche, repubblicane, popolari e liberali, recuperando culture politiche che per decenni hanno rappresentato il motore della modernizzazione italiana.

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Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.