“Abbiamo fatto un lavoro fatto bene”. È la frase che Danish Hasnain, lo zio 33enne di Saman Abbas, avrebbe scritto in una chat a una persona molto vicina a lui, parlando della giovane pachistana di cui si sono perse le tracce dal primo maggio scorso. Lo riporta oggi la Gazzetta di Reggio Emilia.

Di Saman Abbas, diciottenne pachistana che viveva a Novellara nella Bassa Reggiana, non si hanno notizie da ormai più di un mese. Il timore è che sia stata uccisa dalla famiglia per essersi opposta a un matrimonio combinato in Pakistan. La Procura reggiana indaga per omicidio con, al momento, cinque indagati: i genitori, due cugini e lo zio.

La diciottenne avrebbe avuto un “fidanzato segreto”, un connazionale della ragazza, conosciuto sui social, che vive in Italia e che la sua famiglia non aveva mai accettato. Il giovane avrebbe riferito ai carabinieri che Saman in una chat gli aveva raccontato delle terribili parole della madre che indicava l’uccisione come unica “soluzione” per una donna che non si attiene alle regole di vita pachistane.

“Stavano parlando proprio di me”, avrebbe detto al fidanzato Saman. La ragazza avrebbe anche affrontato direttamente la madre chiedendo spiegazioni ma la donna avrebbe negato. Il vocale risalirebbe al 30 aprile, la sera in cui – secondo ipotesi investigative – sarebbe avvenuto l’omicidio.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.