Si aspettavano sicuramente un altro tipo di vacanza, i coniugi Connors, arrestati negli Stati Uniti dopo aver attraversato inconsciamente il confine canadese. È capitato a David ed Eileen Connors, una coppia di turisti inglesi in vacanza con il figlio neonato in Canada. Per circa due settimane la famiglia è stata detenuta in Pennsylvania con l’accusa di immigrazione clandestina. Un’esperienza descritta dai protagonisti come “la più spaventosa della nostra vita”.

David ed Eileen Connors, rispettivamente 30 e 24 anni, con il figlio neonato si trovavano in vacanza nel Canada Occidentale, nell’area della città di Vancouver. Secondo quanto hanno riferito al loro legale, per evitare un animale che aveva occupato la loro carreggiata durante un’escursione nell’entroterra di Vancouver, i Connors hanno imboccato una strada sterrata. Hanno così attraversato il confine con gli States e in più l’hanno fatto in maniera illegale.

L’esperienza che è seguita è stata descritta dai protagonisti come un vero e proprio trauma. Il 3 ottobre sono scattati gli arresti e i tre membri della famiglia sono stati separati e trasferiti in un centro di detenzione di Tacoma. Due giorni dopo sono stati portati all’aeroporto, ma non per essere rimpatriati come avevano pensato. La famiglia Connors è stata trasferita in Pennsylvania, dall’altra parte degli Stati Uniti, al Berks Family Residential Center. David ed Eileen hanno soprattutto denunciato le condizioni alle quali è stato costretto il figlio, in celle fredde e senza riscaldamento. “Siamo stati trattati da criminali, privati dei nostri diritti e ci hanno mentito”, hanno dichiarato. La famiglia ha presentato denuncia all’ispettore generale del dipartimento di sicurezza interna.

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE), la polizia anti-immigrazione americana, ha negato ogni maltrattamento assicurando l’agibilità e la professionalità della struttura in Pennsylvania. Il 17 ottobre la famiglia Connors è stata finalmente rimpatriata nel Regno Unito. L’esperienza della famiglia inglese è soltanto l’ultima del genere: nel 2018 una 19enne francese attraversò il confine facendo jogging sulle spiagge di Vancouver. Anche lei venne trattenuta per due settimane.