La Polizia di Stato di Novara ed il Servizio Centrale Operativo, nella notte del 19 luglio, hanno eseguito 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali nelle province di Novara, Milano, Genova e Pavia, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata all’accertamento della operatività di una “psicosetta”.

I due anni di attività di indagine della Squadra Mobile di Novara e del Servizio Centrale Operativo hanno consentito di accertare l’esistenza di una potentissima “psicosetta”, con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti, prevalentemente di sesso femminile, ma con a capo un uomo, oggi 77enne, si sono resi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed alla commissione di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche in danno di minori.

Stando ai primi dettagli dell’inchiesta, la “psicosetta” operava ormai da 30 anni avvicinando in particolare donne. Una volta diventate ‘adepte’, queste poi assumevano il ruolo di reclutare altre vittime. Una riduzione di in schiavitù che avveniva anche tramite ‘lavaggio del cervello’ e altre pratiche di indottrinamento, con le vittime reclutate e poi costrette a pratiche sessuali che coinvolgevano anche minori. Per ora non vi sono arresti nell’ambito dell’indagine, ma solo denunce.

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